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16 dicembre 2011

Insegnare italiano in Russia

L’Italia non supporta se stessa, nello studio, nell’istruzione secondaria, nelle Università. Gli studenti estremamente preparati finiscono per trovarsi di fronte un mondo chiuso, un’economia implosa e restrittiva, un mercato passivo e pessimista. Credere in un Paese che offre tanto ma spesso incapace di investire su se stesso e le proprie materie prime di cui l’ arte e l’artigianato rappresentano lo specchio di una ricchezza inespressa e malutilizzata, diventa difficile. Ai giovani spesso non resta altra scelta, per realizzare una vita e una famiglia serena che quella di partire per altri paesi europei, più evoluti e civili, perchè la cultura del lavoro è quasi del tutto assente in Italia.

Numerosi i giovani che vincono i concorsi per insegnare la lingua italiana in Russia, mentre altri lavorano già da tempo in Australia, terra più libera e interessante nell’aspetto lavorativo. In Russia il guadagno è più alto e in media l’estero offre un’economia migliore con una minore tassazione. Non è più il sogno americano che si realizza ma una lenta presa di coscienza generale del vivere a noi contemporaneo, con grande dolore, spesso, degli italiani che amano fortemente il proprio Paese e, in fondo, soffrono la non realizzazione interna alle proprie radici. Insegnare italiano in Russia è la possibilità di alcune organizzazioni presenti sul nostro territorio, sia pubbliche che private, con uno o due anni di corso formativo e un investimento economico accessibile.

La Russia come paese meno conosciuto sotto il profilo dell’investimento formativo realizzato può essere la soluzione di un italiano all’estero, senza partire per mete troppo lontane che lasciano talvolta disillusi.

Marica Recchiuti

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