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19 dicembre 2011

Mi sento escluso dalla società se lavoro in orari strani? Forse si

Sfuggire alle code di traffico mattutino o serale dell’orario-ufficio, scampare alla folla dello shopping dei giorni canonici perchè il lavoro è “atipico”, notturno o libero non è un privilegio, anzi: è il primo sintomo del sentirsi esclusi dalla società, come capita agli anziani che non riescono a partecipare alla vita sociale.

Lo afferma uno studio inglese realizzato dal Centro nazionale di ricerca sociale del Regno Unito.

Sentirsi parte della società di solito comporta la partecipazione a certe attività come sport, arte, volontariato o eventi sociali; tale ricerca appunto mostra che le persone più anziane e coloro che lavorano con un orario insolito hanno particolari difficoltà a partecipare a tali attività.

Con un contributo dell’ESRC (Economic and Social Research Council) del Regno Unito, i ricercatori hanno scoperto che lo Stato crede che la chiave per rafforzare il benessere fisico ed emotivo di un individuo sia il lavoro. Se non si prende parte a questa attività si va incontro a esclusione sociale e problemi legati al reddito basso. Lo studio però sottolinea anche che lavorare con un orario irregolare può influenzare le probabilità di una persona di partecipare e sentirsi integrato nella società.

Circa il 66% dei lavoratori lavora con un orario insolito. Vari servizi e strutture hanno cominciato ad adattarsi agli impegni delle persone, ma chi appartiene alla categoria degli orari insoliti continua a vedere il proprio tempo dedicato allo svago costretto dalla disponibilità limitata di servizi e dalla mancanza di altre persone con le quali passare il tempo libero.

Questi lavoratori hanno anche maggiori difficoltà a partecipare ad attività sociali e relazionali faccia a faccia rispetto alle persone che lavorano secondo gli orari standard, che secondo la definizione degli esperti vanno dalle 8:00 alle 19:00 dal lunedì al venerdì. Il problema si acuisce quando le persone devono lavorare la sera o durante il fine settimana.

Sembra chiaro che la partecipazione sociale è importante per una migliore qualità della vita, sia in età più avanzata che tra coloro che ancora lavorano. Migliorare l’accessibilità ai trasporti pubblici e ad altre strutture e servizi sarebbe molto utile per migliorare l’inclusione sociale in Gran Bretagna.

Lo studio quindi dimostra che le persone più anziane e gli impiegati che non lavorano nel tipico orario d’ufficio, dalle 9 alle 5 ogni giorno, hanno maggiori probabilità di sentirsi esclusi dalla società.

La mia modesta opinione è che se uno non si sente escluso da se stesso non potrà mai essere escluso dalla società, dagli amici, dagli amori. Ovviamente le tante, tante eccezioni confermano la regola.

Giampaolo Felli

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