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23 dicembre 2011

Nel 2012 un nuovo concorso per la scuola pubblica

Nonostante l’ormai quasi irrimediabile precarietà che incombe sulla categoria degli insegnati scolastici, non sono pochi i giovani studenti che intraprendono la carriera universitaria proprio con l’obiettivo di riuscire, un giorno, ad insegnare nelle scuole.

Tante volte le nostre orecchie hanno sentito l’amara verità, che le graduatorie di scorrimento per gli insegnanti sono in una pressoché costante situazione di stallo.
Lunghi anni di precariato sono già stati scontati da numerosissimi insegnanti e tanti ancora sembrano attendere non solo loro ma anche i loro aspiranti colleghi.

Per sciogliere questo inestricabile nodo, l’attuale Ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, propone di varare, entro il 2012, un maxi concorso per la scuola pubblica, destinato ad una platea di circa trecento mila insegnati di scuole elementari, medie e superiori.

La strategia è stata già delineata per grandi linee: si parte dal presupposto che ogni anno, secondo i dati del MIUR, raggiungano la pensione circa venticinque mila docenti.
Nel 2012 per il riempimento di questi posti vacanti, metà degli insegnati verrà reclutata dalle permanenti ad esaurimento mentre l’altra metà, ovvero 12.500 posti, verranno messi a disposizione del concorso pubblico.
In tal modo da un lato si cercherà di arginare l’ormai atavico precariato, dall’altro si darà la possibilità di insegnare anche ai giovani che non sono ancora riusciti ad entrare in graduatoria.

Il Ministro Profumo precisa che tale manovra è stata suggerita dall’aver attestato che l’ultimo concorso per la scuola pubblica risale al 1999, a quasi tredici anni fa, e, pertanto è necessario provvedere a tale mancanza “al più presto”.
I sindacati sono entusiasti di tale progetto, anche se i posti assegnati saranno senza dubbio infinitamente minori rispetto alle esigenze.

Tuttavia, prima che l’idea possa tramutarsi in realtà, è necessario innanzitutto provvedere ad “ una ricognizione dei posti realmente disponibili, altrimenti si rischia di alimentare soltanto illusioni”, come, giustamente suggerisce il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo.
E con lui concorda anche il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, che sottolinea che “per fare le cose bene occorre, sì fare presto ma non in solitudine. Ci auguriamo quindi una riunione con i sindacati per affrontare le varie questioni che sulla materia esistono”.

Una collaborazione, quindi, di Governo e sindacati che potrebbe, forse, riaprire i cassetti in cui tanti giovani hanno riposto il nobile sogno di insegnare.

Giuseppina Iervolino

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