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12 dicembre 2011

Prevenzione dell’HIV

La pianta del tabacco riappare al centro degli interessi scientifici, spesso sotto accusa per i problemi che il fumo causa alla salute, è in questo caso al centro di un rinnovato progetto, questa volta positivo.

Si muove da Verona il prospetto in grado di sconfiggere il virus dellHiv estraendo un anticorpo specifico dalle foglie di tabacco.
Il virus dell’immunodeficienza umana(HIV, acronimo dall’ingleseHuman ImmunodeficiencyVirus) è il virus responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

È un retrovirus del genere lentivirus. In base agli apprendimenti attuali, Hiv è suddiviso in due ceppi: Hiv-1 ed Hiv-2. Il primo è in prevalenza localizzato in Europa, America ed Africa centrale; invece, il secondo si trova per lo più in Africa occidentale ed Asia.
Il virus presenta diverse modalità di trasmissione:
• sessuale
• ematica
• verticale (madre-figlio)
In Italia, secondo le cifre dell’Istituto superiore di sanità, il numero delle persone viventi con infezione da Hiv (compresi i casi con Aids e le persone che ignorano di essere infette) è aumentato passando dai 135.000 casi nel 2000 ai 157.000 del 2010.
La crescita dipende specialmente dalla maggiore sopravvivenza connessa alle terapie antiretrovirali.
Secondo l’Istituto superiore di sanità, le variazioni cardinali dell’ultimo decennio, sono l’aumento delle infezioni acquisite attraverso contatti sessuali, il calo netto delle infezioni trasmesse mediante l’utilizzo di sostanze per via iniettiva, l’aumento dei casi fra i residenti di origine straniera, ilcalo della quota di infezioni al femminile e l’aumento dei casi in persone che superano 50 anni .

L’esito è il prodotto di un’indagine che cerca di incrementare nuovi farmaci validi ed economici su base vegetale,del progetto “PharmaPlanta”cui hanno partecipato il Cnr, l’Enea e l’Università di Verona.
Pharma-Planta è un prospetto del VI Programma quadro, iniziato nel 2004 e sovvenzionato dalla Commissione europea con 12 milioni di euro, che ha interessato 40 gruppi di ricerca appartenenti a 33 istituzioni di ricerca e industriali.

“La missione principale di Pharma-Planta è stata quella di sviluppare metodologie innovative per la produzione di nuovi anticorpi e vaccini dalle piante , I farmaci sviluppati su base vegetale – rispetto a quelli prodotti per via biotecnologica in microorganismi o cellule animali – hanno costi di produzione notevolmente inferiori, e ci si aspetta che siano altrettanto efficaci e più sicuri”- ha spiegato Alessandro Vitale dell’Ibba-Cnr.
Il frutto del progetto è un anticorpo capace di identificare una molecola presente sulla superficie del virus dell’Hiv., Questo anticorpo si potrebbe impiegare ai fini della prevenzione dell’Hiv-1 grazie all’induzione di un dispositivo conosciuto come immunizzazione passiva che riconoscerebbe il virus Hiv-1 e passerebbe alla sua conseguente inattivazione.
Pharma-Planta ha ampliato numerose metodologie per l’ incremento di biofarmaci da piante, ha prodotto circa 200 articoli su riviste scientifiche internazionali, firmando un consenso per il libero accesso ai risultati e ai prodotti del programma (copyright, brevetti, varietà vegetali).Il trattamento di prevenzione basato sull’utilizzo dell’ anticorpo prevede la realizzazione di un prodotto come per esempio una pomata da adoperare a livello vaginale per sbarrare l’attacco del virus impedendo l’infezione.
Nell’unità clinica dell’Università del Surrey nel Regno Unito,nel giugno 2011 è iniziata la fase I di sperimentazione clinica dell’anticorpo per calcolare la sicurezza del articolo. Questa fase prevede la somministrazione di dosi di anticorpo a 11 donne in buona salute per evitarequalsiasi ipotetica reazione dannosa. Dall’ottobre 2012 saranno disponibili i primi esiti della sperimentazione .
“I risultati ottenuti nell’ambito del progetto hanno portato alla costituzione di Officina biotecnologica, spin-off del nostro ateneo che ha come obiettivo la produzione in foglie di tabacco di un autoantigene umano potenzialmente efficace per la prevenzione del diabete autoimmune”- ha spiegato Mario Pezzotti dell’Università di Verona.

Selene Vicenzi

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