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27 dicembre 2011

Regione Sardegna, finanziamenti per le università decentrate

Boccata d’aria fresca per le sedi periferiche dell’Università degli Studi di Sassari: la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Pubblica Istruzione, Sergio Milia, ha approvato un finanziamento che consentirà loro di ricevere fondi pari a 6 milioni di euro.

Cinque i destinatari delle risorse: il Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale di Nuoro, il Consorzio Uno di Oristano, l’AUSI (Associazione Universitaria Sulcis-Iglesiente), con sede a Iglesias e il Corso universitario di economia e imprese del turismo di Olbia.

Un sostegno importante, questo, per le sedi universitarie dislocate in maniera capillare nel territorio dell’isola, nato nel 2005 ad hoc con l’obiettivo di incoraggiare lo spopolamento delle zone interne, diminuire la dispersione universitaria, accrescere la percentuale degli immatricolati e il conseguente numero dei laureati e, principalmente, allargare e diffondere l’offerta didattica e formativa nell’intero territorio regionale.

Non poco si è discusso in passato sul destino incerto delle sedi decentrate, caratterizzate da uno scarso numero di iscritti e da molti -non ultimi politici e amministratori- stigmatizzate in favore degli atenei centrali di Cagliari e Sassari, che garantirebbero più agevoli sbocchi lavorativi agli iscritti al termine del percorso universitario.

In realtà, quello delle sedi periferiche è un mondo in continua crescita: esempio di ciò è il virtuosismo del corso di laurea in Economia e di Imprese del Turismo di Olbia, che ha visto un aumento consistente delle immatricolazioni all’inizio del corrente anno accademico.

Diverse anche le proposte per il potenziamento dell’offerta formativa dei prossimi anni accademici: nell’AUSI si prevede per il 2011/2012 l’istituzione del Corso triennale in e-learning in Amministrazione e Organizzazione, promosso dalla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari.

Nella sede di Nuoro, invece, è in programma un nuovo Corso di laurea triennale in Diritto delle Amministrazioni e delle Imprese Pubbliche e private, nonché l’attivazione di due Scuole di Specializzazione in Beni Archivistici e Librari e in Beni Demoetnoantropologici.

Infine, la sede di Oristano include nella nuova programmazione l’istituzione della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici.

Prospettive importanti, dunque, finalizzate alla crescita di un territorio minacciato sempre più dalla fuga di cervelli nella Penisola e all’estero e che rischia ogni giorno lo spopolamento e l’impoverimento economico e culturale.

La speranza è quella di un potenziamento decisivo del sistema universitario capillare, che garantisca una ripresa pronta ed efficace di zone ricche di risorse ma troppo spesso trascurate e non adeguatamente valorizzate, a svantaggio dell’occupazione, specie giovanile, in continuo e preoccupante aumento.

Manuela Polli

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