• Google+
  • Commenta
31 dicembre 2011

Serra Cicora, l’Università del Salento pubblica un volume sullo studio della Necropoli

Salento – Numerosi anni di indagini e ricerche effettuate presso la costiera ionico salentina, tra Sant’Isidoro e Porto Selvaggio, hanno trovato conclusione nella pubblicazione del volume “Serra Cicora fra VI° e V° milllenio a.C.”, a cura della archeologa e docente del Dipartimento di Beni culturali dell’Università del Salento, dott.ssa Ida Tiberi.

Il libro, pubblicato con il contributo del Comune di Nardò, raccoglie le testimonianze, le scoperte e le teorie di archeologi, antropologi, geologi, paleobotanici, zoologi che si sono adoperati per fare chiarezza su quella che probabilmente è una delle più imponenti e meglio conservate, necropoli esistenti nel Sud del nostro Paese.

Come suggerito dal titolo dato al volume, la necropoli salentina, che ha avuto origine nel VI° millennio prima della nascita di Cristo , datazione accertata grazie al ritrovamento di un muretto a secco e di una sepoltura, troverà la sua massima espansione e “attività” nel V° secolo a.C.

In questo secolo infatti, la necropoli si svilupperà e si organizzerà con una serie differenziata di sepolture: delimitate da pietre collocate in circolo e contenenti più salme, sulla roccia e nella terra attraverso la creazione di fosse.

I corpi ritrovati durante gli scavi, appartengono a uomini e donne di età adulta (fatta eccezione per una salma di età compresa tra i 12 e i 14 anni) ma risiedenti in villaggi diversi e che, probabilmente, erano stati accomunati in vita da una certa importanza o prestigio sociale da permettere loro da morti, di trovare sepoltura presso quel luogo.

Gli studi effettuati, hanno dimostrato come il sito fosse sede non di singole sepolture ma, di cerimonie collettive con coinvolgimento di diversi gruppi sociali . Questi non solo prendevano parte al “saluto” dalla vita ma partecipavano anche a pasti rituali sempre a carattere collettivo.

A corredo funerario di alcuni resti femminili, sono stati ritrovati preziosi vasi dallo stile conosciuto come di “Serra d’Alto” a testimonianza di un possibile legame con necropoli esistenti nel Nord Italia (Emilia Romagna).

Oggi la gestione, la salvaguardia e lo sviluppo turistico della necropoli di Serra Cicora, dipendono dal comune di Nardò e dal Parco di Porto Selvaggio, all’interno del quale è collocata la necropoli.

Gli scavi, i preziosi reperti trovati e il volume pubblicato dall’Università del Salento a conclusione degli stessi, possono e devono diventare strumento per uno sviluppo sostenibile dell’area, ricercando da subito un accordo con i proprietari dei terreni su cui ricade la necropoli e una piena sinergia con il Comune di Nardò e il Parco di Porto Selvaggio al fine di poter programmare la conservazione e la fruizione di un tesoro che può offrire al Salento un turismo di tipo culturale di notevole importanza.

Davide Ronza

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy