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21 dicembre 2011

UniBa punta tutto sul Polo Universitario Ionico

Guardare la realtà da un’altra prospettiva per intravedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.
In un periodo di crisi legata al taglio dei finanziamenti per la ricerca, la speranza proviene dal decollo dell’Università tarantina.

È l’invito del rettore dell’Università di Bari, Corrado Petrocelli, in occasione del tradizionale scambio di auguri tra docenti, personale amministrativo e studenti, tenutosi lo scorso 19 dicembre nell’ex convento San Francesco.
Dopo la posa della targa all’ingresso della sede universitaria tarantina e il concerto della Fanfara della Marina Militare, il rettore fa il punto sulle nuove prospettive di sviluppo per il polo universitario ionico.

“L’auspicio per il nuovo anno per il polo universitario ionico – commenta Petrocelli è che si possa rafforzare sempre di più. In questa sede possiamo dare vita a percorsi peculiari, relativi alle vocazioni di questo territorio, e alle eccellenze che questa porzione di regione sa produrre.”

Buoni propositi anche dal preside di Facoltà Antonio Uricchio, che traccia un bilancio più che positivo dell’università tarantina.
“Il numero degli studenti aumenta anno dopo anno – ha spiegato Uricchio i dati lo confermano, e poi abbiamo avuto questo riconoscimento dal Ministero dell’Università dell’approvazione del progetto PON per il Polo Ambientale, abbiamo un’attività intensa che porteremo avanti con grande entusiasmo.”

Il riferimento è al Politecnico di Taranto che ha recentemente ricevuto un gradito regalo pre-natalizio: il finanziamento di un progetto che prevede la nascita del Polo Scientifico Tecnologico per l’Ambiente nella sede tarantina, che servirà a portare nuove infrastrutture per la ricerca applicata alla tutela dell’ambiente.

Il finanziamento rientra nell’ambito PON, il Programma Operativo Nazionale Ricerca e competitività 2007-2013 cofinanziato dal fondo europeo di sviluppo regionale.

Sono ben 37 i milioni destinati all’Ateneo barese per quattro progetti presentati , di cui 9,5 milioni per quello riguardante il polo ionico, classificatosi secondo nella graduatoria tra 150 partecipanti.

L’investimento verterà sul potenziamento dei laboratori e l’acquisto di nuovi macchinari per erogare servizi alle imprese non solo locali, ma anche nazionali ed internazionali operanti nel settore ambientale e per individuare processi produttivi eco-sostenibili in aziende che presentano forte impatto ambientale.

Una prospettiva, quella proposta dal progetto, che oltre a rafforzare le sinergie già presenti nel territorio tra il sistema imprenditoriale e l’università, vuole favorire il consolidamento dell’identità del polo universitario ionico.
Un’identità piuttosto difficile da costruire : Taranto, ad oggi, rappresenta una realtà universitaria non autonoma, sede decentrata di corsi universitari che fanno capo a “mamma Bari”.

Se il Politecnico di Taranto è riuscito in pochi anni ad aumentare il numero dei corsi di studio e a moltiplicare gli iscritti, raggiungendo una certa autonomia operativa, non dimentichiamo che, al contrario, molte facoltà tarantine non presentano criteri qualitativi e quantitativi sufficienti a soddisfare la richiesta formativa degli studenti.

Ma si sa, l’indipendenza è una conquista, e come tale si raggiunge a piccoli passi.

Francesca Martines

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