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15 dicembre 2011

Unisa e onlus fantasma: ci risiamo!

Saranno le lucette, saranno gli alberelli, sarà quell’arietta bonacciona, paciarona che si respira in questi giorni di santa vigilia, saranno i pandori, così romanticamente incassati in pile, piramidi, monumenti vari, sarà lo spumante, non lo so (scatenate la fantasia!), ma sta di fatto che se c’è un periodo dell’anno in cui più conviene “guardarsi le spalle” questo è Natale.

Diciamocelo, ma chi ci crede più a ‘sta storiella che a Natale siamo tutti più buoni? Chi c’ha mai creduto?

Tutti.

Anche i “mariuoli”, anzi loro più degli altri.

Così martedì mattina (chi è stato a Fisciano lo sa) ecco spuntare nei cortili dell’Università degli Studi di Salerno tre figuri, chiaramente sospetti, di quelli, insomma, che, chi frequenta abitualmente l’ateneo salernitano, riconoscerebbe bendato, tanto c’abbiamo fatto il callo.

I tre, armati come al solito di ricevute ed di “apposito” tesserino, si sono finti volonatri di una fantomatica (ma “seria”, come hanno tenuto a sottolineare) onlus impegnata nella ricerca oncologica, raccogliendo, tra l’altro, anche una discreta sommetta.

Avvertiti del fatto, i poliziotti del posto non hanno perso tempo.

I tre (tutti campani) sono stati immediatamente fermati e condotti in caserma per gli accertamenti del caso.

Dalle indagini è così emerso che la onlus in questione non era esattamente fittizia (come inizialmente sospettato), ma poco conta.

L’associazione, infatti, risulta cassata dall’elenco delle onlus dalla Agenzia delle Entrate di Napoli già da qualche anno.

Il che basta e avanza.

Insomma, ok che siamo a Natale e che magari siamo tutti più buoni, ma se sei campano la cosa cambia eccome.
Come dire: oltre il danno la beffa! E che beffa!

Sì perché se sei campano, caro il mio mariuolo, c’è una cosa che dovresti conoscere bene e non sto parlando della ricetta del babà, ma di una cosa che qui da noi si tramanda di padre in figlio, di generazione in generazione, un monito, una legge mosaica, divina, scolpita nella memoria di ogni buon campano e che recita: accà nisciun e fess!

Matteo Napoli

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