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“Youth on the Move”: un seminario per il nostro futuro

Redazione Controcampus 5 Dicembre 2011
R. C.
16/09/2021

Si è tenuto oggi, come già anticipato la scorsa settimana, presso l’Università degli Studi di Salerno nell’aula delle Lauree Nicola Cilento il seminario “Youth on the Move: direzione Europa 2020”.



Un convegno coraggioso– spiega Iandiorio dell’associazione Agorà- perché tratta di temi che purtroppo, oggi, vengono messi da parte come l’Europa e i giovani. Infatti, bisogna rimettere al centro il concetto di europa, un europa intesa come attore politico e non solo come un’ unione economica mal riuscita! Per far ciò l’italia come gli altri paesi deve mettere un po’ più di coraggio nelle proprie politiche. Coraggio che si vede attraverso l’idea dei giovani e delle donne. Quando un ministro del lavoro in una conferenza stampa piange parlando di sacrifici questo ci deve far capire come la nostra situazione è al limite e se le nostre istituzioni piangono noi cosa dobbiamo fare? Come affronteremo questo futuro? Cosa accadrà a noi giovani? Molti di noi -conclude- di sicuro saranno in giro per l’Europa a cercare fortuna, lavoro e non saranno più qui a combattere per il proprio futuro, il futuro sociale della propria terra e questo è il grande rammarico, quel rammarico che tutti quelli che studiando nella propria terra acquisendo delle competenze non possono e non potranno mai aiutare il proprio paese ad uscire dal guado!”.

A questo punto la parola passa al prof. Sica che con il suo intervento è entrato nel vivo del seminario sottolineando come sia importante il rapporto con le nuove generazioni. “Non so nemmeno quanta speranza riesca a trasmettervi – anticipa nel suo intervento – e siccome credo che la speranza si basa in gran parte sulla razionalità non c’è nessuna speranza che non abbia una base razionale ed è vero che l’utopia è una cosa dimensione della vita che va recuperata in quanto non è ciò che è inarrivabile ma ciò che è lontano ma senza di essa sarebbe una vita priva di prospettiva questo è il tempo di una speranza razionale, ragionata, costruita, non è possibile una speranza fondata genericamente su appelli retorici. Dal trattato di Lisbona ad Europa 2020 invece di parlare in merito all’evoluzione storica è più opportuno fare una riflessione: ieri è stata varata una manovra “imponente” destinata ad incidere non sulla vita collettiva ma sulla vita individuale che attiene alle singole vite di ognuno di noi e tutto questo è necessitato ma non da esigenze interne ma da un patto di stabilità sottoscritto in sede europea è necessitato da una serie di politiche europee di cui la gran parte si riversano direttamente nella vita nazionale. Quello che è accaduto ieri non ha una direttiva a monte ma ha una fonte sostanziale molto più forte: “o è così o è così non c’è alternativa”.

Voi siete una generazione di mobilità assoluta, -conclude rivolgendosi magistralmente ai giovani- la mobilità è figlia dell’Europa in prospettiva vi sentirete cittadini europei perché, purtroppo, parlerete la stessa lingua: l’inglese! comunicherete insieme ,dovete stare attenti che questo fare tutto insieme non abbia un’unica regia un unico controllo rispetto al quale voi siete estranei e siete solo spettatori senza distinzioni e rispetto a questo, l’invito che vi faccio è non disperdete questo valore, in quest’epoca di globalizzazione, europeizzazione, recuperate l’orgoglio della vostra appartenenza certamente nazionale ma soprattutto un’appartenenza meridionale. Dobbiamo recuperare il senso e la centralità del mediterraneo. qua è nato tutto! Grecia Italia e mediterraneo sono il bacino della cultura, quella autentica quella che si chiama classica perché non è mai tramontata non possiamo accettare che tutto questo sia svenduto. Non facciamo che la vostra mobilità sia una mobilità rivolta con uno sguardo verso quello che avete lasciato, muovetevi in tutto il mondo per trovare lavoro ma nel muovervi non perdete mai la radice forte della vostra appartenenza e sappiate che avete un obiettivo di fondo: Andare per Tornare! Secondo me se mollate questo obiettivo è come arrendersi all’idea che l’intelligenza italiana sia tutta tra Bocconi e al massimo qualche università di Roma. Il problema non è la qualità tecnica ma l’indipendenza intellettuale io mi auguro che da voi vengano fuori competenze ma competenze mentalmente libere senza mai mandare al macero le vostre radici e la vostra intelligenza”.

Dopo Sica è il momento del prof. Iandraccolo che illustra l’aspetto normativo di Europa 2020 sottolineando come quest’ultimo sia composto da strategie che interessano vari settori strategici e non solo le politiche giovanili ma anche politiche sociali, economiche e quant’altro. “Ovviamente– spiega Iandraccoloin “Europa 2020” ogni singolo stato membro è tenuto a concretizzare gli indirizzi politici indicati dall’Ue tramite atti normativi non perdendo di vista quell’identità nazionale che ogni stato membro detiene. Questo progetto -conclude- è molto importante perché serve per stimolare nei giovani un sentimento non molto diffuso tra i giovani d’oggi: la cultura dell’internazionalizzazione quella vocazione ad uscire, andare vie e fare nuove esperienze che anche se vista come qualcosa di bello pochi veramente lo fanno, bisogna solo invogliare i giovani a questa nuova idea”.

Dobbiamo sentirci cittadini dell’Ue”, queste, invece, le parole di Aniello, neolaureato in economia che ha redatto la sua tesi di laurea basandosi proprio sul progetto Europa 2020 ed è proprio di questo progetto che ha voluto parlare sottolineando le 3 priorità di crescita: intelligente, sostenibile ed inclusiva e le 7 iniziative faro tra cui rientra anche quella di “Youth on the move”.

Dopo questo breve intervento la parola è passata a Giuseppe Cicalese, Francesco Piemonte e Guido Spaccaforno che nei loro interventi hanno tentato, riuscendoci in pieno, di spiegare cosa è in concreto “Youth on the Move“, questa iniziativa inserita nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale che punta a rilanciare l’economia dell’UE per questo prossimo decennio.

I tre punti di crescita di Europa 2020 – spiega Spaccafornointeresseranno, come spiegato precedentemente, una crescita intelligente in termini di innovazione, una crescita sostenibile e quindi più verde pensiamo alla Green Tecnology e una crescita inclusiva con l’obiettivo di abbassare il livello di disoccupazione a livello europeo . Sostanzialmente -continua-Youth on the Move si pone come obiettivo principe quello migliorare il livello d’istruzione e le prospettive professionali dei giovani e ridurre la diffusa disoccupazione giovanile in linea con l’obiettivo più generale dell’UE di raggiungere un tasso di occupazione del 75% per la popolazione in età lavorativa attraverso lo sviluppo di competenze chiave in modo tale da poter ampliare opportunità di formazione per i giovani per acquisire competenze dell’apprendimento non formale coinvolgendo i giovani con minori opportunità sia che esse siano geografiche o fisiche o psichiche o economiche e certificando, infine, le competenze acquisite”.

Insomma i giovani grazie a quest’iniziativa faro sono il fulcro centrale dell’intero programma europeo volto a promuovere un’economia basata sulla conoscenza, sulla ricerca e sull’innovazione, livelli di istruzione e competenze elevati e conformi alle necessità del mercato del lavoro, oltre alla promozione dell’adattabilità e della creatività, mercati del lavoro inclusivi una partecipazione attiva alla società.
Tutti questi fattori sono fondamentali per la futura prosperità dell’UE. Gli Stati membri devono agire con urgenza per affrontare i problemi dei giovani, esposti nella presente comunicazione, e garantire che i sistemi di istruzione e formazione, nonché le strutture del mercato del lavoro, siano adeguati per la ripresa economica e per il futuro.
La natura globale che queste sfide rappresentano per l’UE, come è stato ampiamente spiegato nel corso dell’intero seminario, richiede un’azione concertata di dialogo, scambi e cooperazione con i partner esterni dell’UE che, avvalendosi del supporto delle istituzioni europee e della partecipazione attiva di tutte le parti interessate, sono fondamentali per il successo di questa iniziativa.

Dora Della Sala

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto