• Google+
  • Commenta
5 dicembre 2011

“Youth on the Move”: un seminario per il nostro futuro

Si è tenuto oggi, come già anticipato la scorsa settimana, presso l’Università degli Studi di Salerno nell’aula delle Lauree Nicola Cilento il seminario “Youth on the Move: direzione Europa 2020”.

Il seminario promosso dall’ Associazione Economia Club 2011 in collaborazione con Progetto Comune, Eurodesk Salerno e l’Associazione Studenti Economia ha visto la partecipazione di autorevoli relatori che in base alle loro esperienze hanno illustrato in maniera magistrale ciò che fa parte di “Europa 2020”.

Un convegno coraggioso– spiega Iandiorio dell’associazione Agorà- perché tratta di temi che purtroppo, oggi, vengono messi da parte come l’Europa e i giovani. Infatti, bisogna rimettere al centro il concetto di europa, un europa intesa come attore politico e non solo come un’ unione economica mal riuscita! Per far ciò l’italia come gli altri paesi deve mettere un po’ più di coraggio nelle proprie politiche. Coraggio che si vede attraverso l’idea dei giovani e delle donne. Quando un ministro del lavoro in una conferenza stampa piange parlando di sacrifici questo ci deve far capire come la nostra situazione è al limite e se le nostre istituzioni piangono noi cosa dobbiamo fare? Come affronteremo questo futuro? Cosa accadrà a noi giovani? Molti di noi -conclude- di sicuro saranno in giro per l’Europa a cercare fortuna, lavoro e non saranno più qui a combattere per il proprio futuro, il futuro sociale della propria terra e questo è il grande rammarico, quel rammarico che tutti quelli che studiando nella propria terra acquisendo delle competenze non possono e non potranno mai aiutare il proprio paese ad uscire dal guado!”.

A questo punto la parola passa al prof. Sica che con il suo intervento è entrato nel vivo del seminario sottolineando come sia importante il rapporto con le nuove generazioni. “Non so nemmeno quanta speranza riesca a trasmettervi – anticipa nel suo intervento – e siccome credo che la speranza si basa in gran parte sulla razionalità non c’è nessuna speranza che non abbia una base razionale ed è vero che l’utopia è una cosa dimensione della vita che va recuperata in quanto non è ciò che è inarrivabile ma ciò che è lontano ma senza di essa sarebbe una vita priva di prospettiva questo è il tempo di una speranza razionale, ragionata, costruita, non è possibile una speranza fondata genericamente su appelli retorici. Dal trattato di Lisbona ad Europa 2020 invece di parlare in merito all’evoluzione storica è più opportuno fare una riflessione: ieri è stata varata una manovra “imponente” destinata ad incidere non sulla vita collettiva ma sulla vita individuale che attiene alle singole vite di ognuno di noi e tutto questo è necessitato ma non da esigenze interne ma da un patto di stabilità sottoscritto in sede europea è necessitato da una serie di politiche europee di cui la gran parte si riversano direttamente nella vita nazionale. Quello che è accaduto ieri non ha una direttiva a monte ma ha una fonte sostanziale molto più forte: “o è così o è così non c’è alternativa”.

Voi siete una generazione di mobilità assoluta, -conclude rivolgendosi magistralmente ai giovani- la mobilità è figlia dell’Europa in prospettiva vi sentirete cittadini europei perché, purtroppo, parlerete la stessa lingua: l’inglese! comunicherete insieme ,dovete stare attenti che questo fare tutto insieme non abbia un’unica regia un unico controllo rispetto al quale voi siete estranei e siete solo spettatori senza distinzioni e rispetto a questo, l’invito che vi faccio è non disperdete questo valore, in quest’epoca di globalizzazione, europeizzazione, recuperate l’orgoglio della vostra appartenenza certamente nazionale ma soprattutto un’appartenenza meridionale. Dobbiamo recuperare il senso e la centralità del mediterraneo. qua è nato tutto! Grecia Italia e mediterraneo sono il bacino della cultura, quella autentica quella che si chiama classica perché non è mai tramontata non possiamo accettare che tutto questo sia svenduto. Non facciamo che la vostra mobilità sia una mobilità rivolta con uno sguardo verso quello che avete lasciato, muovetevi in tutto il mondo per trovare lavoro ma nel muovervi non perdete mai la radice forte della vostra appartenenza e sappiate che avete un obiettivo di fondo: Andare per Tornare! Secondo me se mollate questo obiettivo è come arrendersi all’idea che l’intelligenza italiana sia tutta tra Bocconi e al massimo qualche università di Roma. Il problema non è la qualità tecnica ma l’indipendenza intellettuale io mi auguro che da voi vengano fuori competenze ma competenze mentalmente libere senza mai mandare al macero le vostre radici e la vostra intelligenza”.

Dopo Sica è il momento del prof. Iandraccolo che illustra l’aspetto normativo di Europa 2020 sottolineando come quest’ultimo sia composto da strategie che interessano vari settori strategici e non solo le politiche giovanili ma anche politiche sociali, economiche e quant’altro. “Ovviamente– spiega Iandraccoloin “Europa 2020” ogni singolo stato membro è tenuto a concretizzare gli indirizzi politici indicati dall’Ue tramite atti normativi non perdendo di vista quell’identità nazionale che ogni stato membro detiene. Questo progetto -conclude- è molto importante perché serve per stimolare nei giovani un sentimento non molto diffuso tra i giovani d’oggi: la cultura dell’internazionalizzazione quella vocazione ad uscire, andare vie e fare nuove esperienze che anche se vista come qualcosa di bello pochi veramente lo fanno, bisogna solo invogliare i giovani a questa nuova idea”.

Dobbiamo sentirci cittadini dell’Ue”, queste, invece, le parole di Aniello, neolaureato in economia che ha redatto la sua tesi di laurea basandosi proprio sul progetto Europa 2020 ed è proprio di questo progetto che ha voluto parlare sottolineando le 3 priorità di crescita: intelligente, sostenibile ed inclusiva e le 7 iniziative faro tra cui rientra anche quella di “Youth on the move”.

Dopo questo breve intervento la parola è passata a Giuseppe Cicalese, Francesco Piemonte e Guido Spaccaforno che nei loro interventi hanno tentato, riuscendoci in pieno, di spiegare cosa è in concreto “Youth on the Move“, questa iniziativa inserita nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale che punta a rilanciare l’economia dell’UE per questo prossimo decennio.

I tre punti di crescita di Europa 2020 – spiega Spaccafornointeresseranno, come spiegato precedentemente, una crescita intelligente in termini di innovazione, una crescita sostenibile e quindi più verde pensiamo alla Green Tecnology e una crescita inclusiva con l’obiettivo di abbassare il livello di disoccupazione a livello europeo . Sostanzialmente -continua-Youth on the Move si pone come obiettivo principe quello migliorare il livello d’istruzione e le prospettive professionali dei giovani e ridurre la diffusa disoccupazione giovanile in linea con l’obiettivo più generale dell’UE di raggiungere un tasso di occupazione del 75% per la popolazione in età lavorativa attraverso lo sviluppo di competenze chiave in modo tale da poter ampliare opportunità di formazione per i giovani per acquisire competenze dell’apprendimento non formale coinvolgendo i giovani con minori opportunità sia che esse siano geografiche o fisiche o psichiche o economiche e certificando, infine, le competenze acquisite”.

Insomma i giovani grazie a quest’iniziativa faro sono il fulcro centrale dell’intero programma europeo volto a promuovere un’economia basata sulla conoscenza, sulla ricerca e sull’innovazione, livelli di istruzione e competenze elevati e conformi alle necessità del mercato del lavoro, oltre alla promozione dell’adattabilità e della creatività, mercati del lavoro inclusivi una partecipazione attiva alla società.
Tutti questi fattori sono fondamentali per la futura prosperità dell’UE. Gli Stati membri devono agire con urgenza per affrontare i problemi dei giovani, esposti nella presente comunicazione, e garantire che i sistemi di istruzione e formazione, nonché le strutture del mercato del lavoro, siano adeguati per la ripresa economica e per il futuro.
La natura globale che queste sfide rappresentano per l’UE, come è stato ampiamente spiegato nel corso dell’intero seminario, richiede un’azione concertata di dialogo, scambi e cooperazione con i partner esterni dell’UE che, avvalendosi del supporto delle istituzioni europee e della partecipazione attiva di tutte le parti interessate, sono fondamentali per il successo di questa iniziativa.

Dora Della Sala

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy