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19 gennaio 2012

Consorzio ragusano moroso: la Facoltà di Lingue rischia di chiudere

Momento difficilissimo per l’ormai unica facoltà decentrata dell’Università di Catania rimasta nel ragusano, quella di Lingue e Letterature Straniere, che tra l’altro da quest’anno è anche unica sede, avendo quella centrale e storica di Catania chiuso i battenti. Il Rettore Recca ha fatto sapere che il Consorzio che gestisce la facoltà a Ragusa deve, nonostante vari avvertimenti in questi mesi, quasi un milione di euro alla sede centrale, debito aumentato nel frattempo con le varie more che si sono aggiunte.

Ed è già polemica tra i vari enti, e ognuno vuole chiaramente avere ragione; una cosa però è certa, questi soldi servono e urgentemente dice il Rettore, perchè la situazione è già difficile. Dal canto suo Di Raimondo, alla guida del Consorzio, fa sapere che i ritardi non dipendono dall’ente, che fa solo da intermediario, e che comunque si è già provveduto a inviare un bonifico (non si sa di che cifra) alla sede centrale di Catania.

Intanto gli unici ad essere davvero preoccupati e anche stanchi, sono gli studenti di lingue, perchè ormai da un pò di tempo sono costretti a vivere e studiare in questo stato di precarietà, senza sapere le sorti della facoltà.
Il loro rappresentante Paolo Pavia chiede con forza che venga chiuso definitivamente il consorzio, che da sogno per una crescita e uno sviluppo a Ragusa derivante dall’Università è diventato ben presto un incubo, facendo collassare e costringendo Catania a chiudere le numerose sedi decentrate tra Modica, Comiso e Ragusa stessa.

Si chiede che il dialogo tra università e enti locali, Comune, Provincia e Regione, sia diretto, come accade già in altre città (vedi Siracusa), così da agevolare il tutto senza “sospetti” intermediari; al massimo si chiede il commisariamento del Consorzio.

Di Raimondo, però, manda al mittente le critiche, accusando il Rettore di Catania di pensare solo agli introiti senza preoccuparsi del territorio e dell’importanza che la facoltà ha per la Provincia ragusana e non solo, dando comuque la colpa dei ritardi, nel versare le somme dovute, ai vari enti, Regione su tutte.

Insomma storie di ordianaria routine in Sicilia, dove lo scarica barile sembra la sola mossa efficace, mentre una delle più rinomate facoltà dell’Università catanese rischi di scomparire.

Francesco Montalto

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