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11 gennaio 2012

Dalla Federico II con amore

Parte tutto da un’iniziativa da tempo necessaria, dare una ripulita a quei quattro km che da via Pigna arrivano a via Montagna Spaccata. L’allarme risuonava da tempo: l’asse viario era diventato ormai una vera e propria discarica a cielo aperto.

Grazie a numerose sollecitazioni partite dai cittadini e ad altrettante foto – che sanno tanto di denuncia – pubblicate dalla stampa, la coscienza della Commissione ambiente del Comune di Napoli sembra essersi smossa.

Il presidente Carmine Attanasio ha inviato un vero e proprio esercito, composto da un indefinito numero di automezzi e spazzatrici, a gestire il fiume di rifiuti. Seppur in ritardo dichiara: “ Non è possibile che questa società, a fronte di incassi giornalieri di 500 milioni delle vecchie lire, non dia una mano al Comune e ai cittadini napoletani a tenere pulita la città..”. Meglio tardi che mai.

I risultati di questa “bonifica” si vedono, eccome se si vedono: 3500 chili di suppellettili, 90 chili di carta e 20 di vetro, 600 di rifiuti indifferenziati e tanti altri di plastica e pneumatici hanno reso sicuramente lunghe le quattro ore di lavoro dell’Asìa.

Tale scempio – e dispendio di energie – non può rimanere impunito. Ed ecco che la polizia ambientale, guidata dal tenente Colimoro, ha dato il via alla ricerca di tutte quelle tracce che possono in qualche modo condurre all’identificazione dei tantissimi colpevoli.

E udite, udite: il più grande tra i responsabili , il più colpevole tra i colpevoli è proprio il plurisecolare ed integerrimo ateneo di Napoli. Risalgono infatti alla Federico II montagne di fascicoli, chiavi e ogni sorta di rifiuti che “per caso” qualcuno aveva gettato per strada. La pessima figura è ovviamente inevitabile.

La domanda sorge spontanea. Come può il simbolo del più elevato grado di educazione , il luogo di formazione delle future menti napoletane e non, compiere la più elementare e vergognosa delle infrazioni? A ognuno la sua risposta.

Simona Pirro

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