• Google+
  • Commenta
24 gennaio 2012

I nostri valori non sono in vendita: è il cervello che lo dice

I valori in cui crediamo fermamente e l’anima nel suo complesso non sono in vendita.

Questo è quanto emerge da uno studio condotto dalla università statunitense Emory, vicino ad Atlanta.
I ricercatori universitari hanno sottoposto una trentina di volontari a delle interviste, composte da una serie di domande che spaziavano dagli atteggiamenti ed usi quotidiani (es. tu sei/non sei un consumatore di tè) a questioni pragmatiche di alto valore (es. sei a favore/contrario ai matrimoni gay?). Si è quindi chiesto ad ogni sottoposto di rispondere di volta in volta all’affermazione che sentiva più sua.
Alla fine dell’intervista si è data la è possibilità ai sottoposti di mettere in vendita quanto affermato ,rinnegandolo in cambio di denaro.

Durante l’avanzamento di tutte le interviste è stata tenuta sotto controllo l’attività del cervello grazie alla risonanza magnetica cerebrale. I ricercatori hanno così potuto osservare che i valori ritenuti sacri dalla persona, accendono una zona del cervello che serve a valutare ciò che è giusto o sbagliato (la giunzione temporo-parietale sinistra) e un’altra zona cerebrale che serve a recuperare le regole semantiche (la corteccia prefrontale ventrolaterale sinistra);
sempre in questa fase si è potuto notare che il cervello non ha attivato la zona relativa alla valutazione del rapporto costi/benefici, ma piuttosto l’amigdala –il centro di controllo dell’emotività- che scatena sensazioni quali lo sdegno e l’offesa.

La conclusione a cui si è giunti mostra una netta separazione tra le zone cerebrali che valutano la convenienza economica, e che quindi sono disposte a contrattare, da quelle interessate a preservare valori e credi ritenuti sacri dalla mente di ciascuno.

Ampliando la discussione si è messo in luce il fatto che l’attività cerebrale associata ai valori irrinunciabili risulti più intensa negli appartenenti a un determinato gruppo organizzato, come i credenti o gli adepti di un gruppo sportivo o musicale.

I valori che consideriamo colonne portanti del nostro essere sono preservati dal cervello stesso, che in nessun caso li mette in discussione, mischiandoli con le questioni legate all’analisi dei costi/benefici e alla convenienza economica.

Marilù Iannantuono

Google+
© Riproduzione Riservata