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20 gennaio 2012

“Il Concilio Vaticano II nell’insieme dei concili ecumenici”

Johannes Grohe, professore ordinario di Storia della Chiesa nonché direttore della Rivista Annuarium Historiae Conciliorum fondata nel 1968 da Walter Brandmüller e Remigius Baümer, ha tenuto lo scorso mercoledì una lezione dove ha messo in luce l’importanza del Concilio Vaticano II.

In particolare, egli ha affermato che nell’insieme dei Concili ecumenici dei due millenni, il Concilio Vaticano II è un evento fondamentale per la vita della Chiesa di oggi, pertanto, dovrà sempre mantenere tale rilievo solenne nel dialogo ecumenico ovvero in qualsiasi unione con altre Chiese o comunità cristiane separate dalla Chiesa cattolica.

L’intervento di questo studioso si è avuto in occasione della festa accademica di San Tommaso d’Acquino, patrono della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce e si colloca nel dibattito per il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Nella menzionata ricorrenza, inoltre, avrà inizio l’Anno della Fede indetto dal Santo Padre Benedetto XVI.

Quello che conta avere a mente, comunque, è il fatto che il Concilio -aperto l’11 ottobre del 1962 da Papa Giovanni XXIII– “non ha voluto definire dogmi nuovi”, ma ha sempre proposto “con suprema autorità per l’intera comunità cristiana la dottrina tradizionale in modo nuovo e con un atteggiamento pastorale nuovo”.

Ne deriva, quindi, che tutti i suoi decreti, benché taluni abbiano tentato di mettere in dubbio il “carattere vincolante dei testi conciliari”, hanno “valore universale” e “devono essere accettati anche da coloro che vorrebbero entrare in comunione con la Chiesa cattolica”.

Sulla scia di questo filone, presso la Facoltà di Teologia avrà luogo i prossimi 12 e 13 marzo un Convegno di studi dal titolo “Parola e testimonianza nella comunicazione della fede. Una rilettura di un binomio critico alla luce del Concilio Vaticano II”.

Alessandro Gabrielli

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