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18 gennaio 2012

“Il Mezzogiorno di Europa”: adesso o mai più!

Continuano i lavori sul documento intitolato “Il Mezzogiorno di Europa”.

Un atto “decisivo” che va nella direzione di una “crescita sostenibile e durevole dell’Europa”.
Questo il commento rilasciato dal Premier Monti al termine dell’incontro con le Autonomie locali tenutosi martedì 17 a Palazzo Chigi.

Presenti per l’occasione i ministri Corrado Clini, Fabrizio Barca, Corrado Passera e Francesco Profumo nonché i presidenti delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Abbruzzo, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, e i sindaci dei capoluoghi del Sud, più un incaricato dell’Anci in qualità di rappresentante dei piccoli comuni del Meridione.

Obiettivo dell’iniziativa: il rilancio economico del Meridione in accordo con gli impegni presi in occasione del Vertice Euro del 26 ottobre 2011.

Impegni che, come sottolinea il documento, non possono prescindere da un dialogo “orizzontale” tra le parti.

Chiaro l’appello rivolto a Governo e politiche locali a collaborarare sinergicamente alla pianificazione di strategie di intervento “prioritarie” che riguardino la scuola, innanzitutto, ma anche sicurezza, misure di mobilità, giustizia, mobilità, assistenza sociale, tutela dell’ambiente.

In tema di finanziamento, invece, si segnala lo stanziamento di ben 9,6 miliardi di euro destinati all’implementazione di reti infrastrutturali e al miglioramento del trasporto pubblico locale, oltre che alla promozione del lavoro digitale, intesa come premessa indispensabile di una digitalizzazione finalmente equilibrata, armonica del Paese.

Tradotto: si ribadisce la necessita di investire in servizi ed infrastrutture che restringano la forbiche che ancora divide Nord e Sud del Paese e di sviluppare politiche capaci di innescare nel Sud quel decollo economico che una potenza che ama definirsi “mondiale” non può più permettersi di procrastinare.

L’impressione, stando a carte e motivazioni ufficiali, è che qualcosa si stia muovendo.
Ma un’impressione è pur sempre un’impressione. Dopottutto la prudenza non è mai troppa, specie se a certe favolette sei abituato dal 1861.

Ad esprimere soddisfazione ci pensa, però, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il quale si dice entusiasta dell’incontro di Palazzo Chigi, le cui decisioni saranno presto al vaglio della Commissione Europea.

Queste le sue parole:

“Da troppi anni i fondi per il Piano Sud sono sempre gli stessi e vengono riorganizzati sotto rubriche nuove senza mai essere spesi veramente. Credo che adesso, poco alla volta, si possano sbloccare e torneranno al Sud sottoforma di opere e cantieri. Una cosa importante non solo per il Mezzogiorno ma anche per la drammatica domanda di lavoro”.

Un punto a favore di Monti, quindi, al quale va dato atto di aver “accresciuto la visibilità del Sud che per venti anni è stato oscurato da politiche nazionali concentrate sulla questione settentrionale. Pur avendo tante eccellenze ha un ritardo di sviluppo dovuto anche a queste scelte”.

Piedi di piombo, invece, per Felice Belisario, presidente IdV al Senato, per il quale “bisogna fare presto perché ogni giorno perso fa solo sprofondare il Sud più a fondo nell’abisso in cui già si trova”.

Raccomandazione sacrosanta.

Matteo Napoli

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