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18 gennaio 2012

La Sardegna ha bisogno dell’Università

Nel suo intervento, che ha inaugurato il 450esimo anno accademico dell’Università di Sassari, il magnifico rettore prof Mastino, non si è di certo risparmiato.

Anzi è andato ad indagare circa le prospettive della “sua” università a 360 gradi.

Un intervento deciso, chiaro e dal quale traspare la ferma intenzione da parte di tutta la classe universitaria sassarese di continuare ad operare sul territorio, per rafforzare il legame che corre tra gli studenti ed il sapere.

“La nostra università” comincia il rettore“è piena di giovani che desiderano di imporsi con successo nel mondo del lavoro. Da quando ho preso le redini dell’ateneo ho cercato di farlo progredire in tutti i suoi aspetti senza tralasciare nessun particolare ampliando l’offerta formativa a disposizione delle sempre crescente popolazione studentesca (si stima che il numero degli studenti iscritti ad oggi, supera abbondantemente le 15.mila unità) .

L’offerta didattica è articolata in 27 lauree triennali, 6 lauree a ciclo unico e 17 lauree magistrali (50 corsi in tutto, sei in meno rispetto all’anno passato). Nella relazione annuale il Rettore ha evidenziato il calo degli iscritti fuori corso (5.499 contro i 5.646 dell’anno precedente)

Questo perchè, sono fermamente convinto che la nostra università rappresenta una risorsa essenziale sia per tutto il territorio della nostra Regione, sia ( allargando gli orizzonti) per la nostra nazione.

La bontà del plesso universitario si vede inoltre anche dai servizi collaterali ( segreteria alloggi studenteschi) che consentono di essere vicino allo studente durante tutto il percorso di studi. Questi aspetti per noi, sono fondamentali”.

Parole queste che testimoniano la comunità d’intenti che regna in Piazza dell’Università a Sassari.

Purtroppo però, quando si è soliti stilare in modo complessivo le caratteristiche di qualcosa, l’attenzione si sofferma anche sugli aspetti non troppo positivi.

Proprio per questo nel suo intervento, il rettore, ha denunciato i forti ritardi che riguarda l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari. Ritardi che si riflettono anche per quanto attiene alle strutture che dovrebbero essere adibite per l’insegnamento teorico – pratico per tutti coloro che sono attratti dalla professione medica.

Una parziale – ma nemmeno tanto valida – giustificazione potrebbe ravvisarsi circa l’assenza del Comitato di indirizzo mai nominato e per la mancata approvazione dell’Atto aziendale, che dovrà ridefinire l’articolazione delle strutture semplici, delle strutture complesse e avviare la nascita dei Dipartimenti Assistenziali Integrati.

Un aspetto purtroppo negativo che comunque la persona del rettore andrà a sistemare in futuro con ogni mezzo e con l’aiuto anche della classe politica locale.

Un incontro quello di inizio settimana al quale hanno fattivamente partecipato anche le cariche maggiori della città e della regione: dal sindaco Dott. Gianfranco Ganau, alla presidente della Provincia Alessandra Giudici, senza dimenticare anche le maggiori cariche religiose impersonate dall’arcivescovo padre Paolo Atzei

Marco Cristofaro

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