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5 gennaio 2012

L’appendice: una preziosa alleata contro le infezioni intestinali

L’appendice, ai molti sarà nota per la sua relativa vulnerabilità alle infiammazioni che, nei casi più gravi, ne determinano la necessità di asportazione.

In realtà essa è un piccolo prolungamento dell’intestino crasso lungo circa 5-9cm costituito da tessuto linfatico con funzione di filtro di guardia verso i patogeni, per questo motivo è detta anche tonsilla addominale.

L’evidenza clinica fin ora aveva fatto pensare all’apendice come un organo dalla funzione inutile oppure ancora non ben definita, visto che dopo l’asportazione il paziente sembrava non mostrare alcun effetto collaterale.

In realtà l’appendice una funzione ce l’ha (ed è logico che sia così, visto che in natura nulla esiste per caso). Uno studio dei ricercatori del Winthrop-University Hospital di New York pubblicato sul Clinical Gastroenterology and Hepatology riporta infatti le evidenze scientifiche secondo le quali nei pazienti che in passato sono stati sottoposti ad asportazione dell’appendice ci sono probabilità molto maggiori (il 48% contro l’11% di chi ha ancora l’appendice) di contrarre nuove infezioni, in particolare quelle causate da un batterio conosciuto come Clostridium Difficile.

“Questo batterio -spiega James Grendell, uno degli autori della ricerca- appare quando la flora batterica è compromessa, ad esempio dopo un ciclo di antibiotici. Se l’infezione attecchisce di nuovo, vuol dire probabilmente che la riserva dei batteri non è stata ripristinata correttamente, e forse proprio perché non è presente l’appendice”.

Mirko Carnevale

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