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2 gennaio 2012

L’Udu vince la sua battaglia

Gioiscono i rappresentanti dell’Unione degli studenti (Udu) dell’Università del Salento, i quali il 16 novembre scorso, giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico, hanno deciso di boicottare la cerimonia di apertura mettendo in atto una protesta.

Contemporaneamente alla cerimonia ufficiale di inaugurazione, infatti, gli studenti hanno occupato la biblioteca di interfacoltà Studium 2000, a dimostrazione del malcontento che aleggiava nell’ambiente universitario per via degli orari di chiusura delle biblioteche troppo limitati.

Nello specifico, con quest’azione i rappresentanti della protesta aspiravano al prolungamento degli orari di chiusura delle aule studio tramite l’attivazione di un bando di concorso il quale prevede 120 contratti di collaborazione studentesca.

A seguito del “sì” del Cda, a partire dal prossimo 9 gennaio, la biblioteca interfacoltà Studium 2000 rimarrà aperta fino alle 20.30, mentre saranno prolungati gli orari di tutte le altre biblioteche almeno fino alle 18 e a partire da febbraio 2012 due di queste chiuderanno alle 22. Sempre nel consiglio di amministrazione si è discusso circa la presentazione di un piano organico che prevede la riorganizzazione delle biblioteche entro il 31 gennaio da parte del direttore amministrativo.

Inoltre, nel giro di 3 anni, verranno presentati dei bandi di concorso che prevedono l’attivazione di 120 contratti di collaborazione studentesca vincolati al prolungamento degli orari delle biblioteche.

A detta dei ragazzi dell’Udu, estendere l’orario di apertura delle biblioteche è un’esigenza corale, soprattutto per quanti sono costretti a consultare i manuali presenti, esclusivamente in biblioteca, per non parlare dei pendolari che approfittano di questi spazi, non solo per usufruire del materiale della biblioteca, ma anche per studiare.

Questa piccola grande vittoria rappresenta un passo avanti e un buon biglietto da visita per l’Università del Salento, la quale aspira ad eguagliarsi alle altre università della penisola.

Teresa Sacco

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