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27 gennaio 2012

Politecnico di Bari “medaglia d’oro” per la ricerca scientifica italiana

Il Politecnico di Bari è primo fra le università statali italiane per qualità delle pubblicazioni scientifiche prodotte.

A decretarlo è il SIR WORLD REPORT 2011 (Scimago Institutions Rankings), la più autorevole classifica delle istituzioni di ricerca a livello mondiale.
Il report ha valutato la quantità e la qualità delle pubblicazioni internazionali prodotte da 3.042 enti di 104 paesi del mondo presenti nel database Elsevier Scopus e riferite al periodo 2005-2009.

E’ sul piano qualitativo che il Politecnico di Bari conquista il podio italiano: l’eccellenza delle sue pubblicazioni è risultata del 55% superiore rispetto alla media mondiale, valore in assoluto più alto nella classifica nazionale delle università statali, e 642esima in quella mondiale (su 3042 enti).

La qualità delle pubblicazioni è, infatti, misurata attraverso l’impatto scientifico normalizzato, ovvero l’impatto scientifico che le istituzioni hanno sulla comunità scientifica internazionale per ogni ambito di ricerca.

Il Rettore del Politecnico barese, Nicola Costantino, ha commentato il primato con meritato entusiasmo “E’ davvero paradossale che il nostro Politecnico sia primo assoluto nella classifica internazionale, nonostante il pesante sottofinanziamento, ma venga valutato ‘non virtuoso’ dai discutibilissimi parametri ministeriali, solo perché non ‘regala’ promozioni e raccoglie finanziamenti, peraltro estremamente cospicui, in alcuni canali internazionali e nazionali e non in quelli indicati, a posteriori, dallo stesso Ministero. La classifica SIR conferisce il giusto riconoscimento agli importantissimi risultati che i nostri professori e ricercatori ottengono tutti i giorni a livello mondiale”.

Una gran bella soddisfazione per la ricerca scientifica made in Bari, che già lo scorso anno aveva raggiunto un traguardo di tutto rispetto, attestandosi al 17° posto.
Un salto di qualità, quello di quest’anno, che fa del Politecnico l’orgoglio nazionale.

Francesca Martines

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