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3 gennaio 2012

Un progetto chiamato legalità

Al giorno d’oggi, il diffondersi dei valori di un tempo sembra non avere vita facile: dall’educazione civica, da sempre principio cardine di una sana e ben collaudata società, i giovani tendono ad allontanarsi o quanto meno non comprendere nel giusto senso valori come la cultura, la nozione storica delle proprie radici ed il principio di legalità.

Al contrario, questi requisiti è indispensabile siano trasmessi fin dai primi anni della formazione scolastica. Ecco perché nel luglio del 2009 l’Istituto per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”, decise di presentare alla Regione partenopea il piano “Educare alla Legalità”.

L’Istituto Campano nasce nel 1964 per iniziativa di un gruppo di intellettuali antifascisti, democratici napoletani e campani, ed è noto per il suo impegno civile e culturale al servizio della Città e della Regione.

In particolare, fornisce supporto a quest’ultima per quanto concerne lo svolgimento del “calendario civile” che pone in rilievo le più significative ricorrenze della storia e dell’attualità politico-culturale (27 Gennaio, 10 Febbraio, 8 Marzo, 21 Marzo, 25 Aprile, 2 Giugno, 28 Settembre, 1 Ottobre), oltre a disporre di un ampio archivio e di una vasta biblioteca.

Le competenze ed i servizi offerti dall’Istituto, però, non si arrestano qui: gli è propria l’organizzazione di corsi di aggiornamento per docenti, è sede del MUDIM (Museo Didattico Multimediale) ed ha l’accredito del Ministero della Pubblica Istruzione come agenzia formativa.

Inoltre, esso è associato all’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione con sede a Milano ed è inserito nella rete di circa 70 omologhi istituti diffusi sul territorio nazionale, che portano avanti progetti articolati rispetto ai bandi regionali “Scuola aperta”, IFTS e programmi cultura della Commissione Europea.

Permeare il tessuto sociale di una cittadinanza attiva era la finalità alla base dell’importante progetto in vista del quale lo stesso Istituto promosse seminari e collaborò con circa venti scuole di Campania, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.

La Campania accolse la richiesta di finanziamento da parte dello storico Guido D’Agostino, in quanto la valutò un’ottima iniziativa per l’ambiente scolastico; inoltre, essa si inseriva perfettamente nel Programma “Scuole Aperte” il quale coinvolgeva molteplici regioni nel perseguimento di tale obiettivo.

Quello che deve intendersi con il termine legalità -così come inteso in siffatto contesto- non è soltanto improntare al rispetto formale della legge ma abituare gli studenti a “pensare e agire la legalità come valore”, così come afferma lo stesso D’Agostino.

Quest’ultimo nella rivista trimestrale “Meridione Sud e Nord nel Mondo” ha, infatti, offerto spunti di riflessione in relazione alla suddetta tematica; non sono mancati saggi ed interventi dei docenti sull’argomento e commissioni ministeriali, dalla Moratti alla Gelmini, che hanno cercato di riformare l’insegnamento con programmi volti ad infondere negli studenti la consapevolezza dell’appartenenza al proprio tempo.

Roberta Nardi

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