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27 gennaio 2012

Violenza contro le donne

Il 26 gennaio scorso in tutta Italia si sono ricordate le vittime della violenza maschilista e folle sulle donne, che registra negli ultimi anni dati allarmanti. A Catania è stata l’occasione per ricordare Stefania Noce, ultima donna ad essere trucidata da un debole che non reggeva il confronto con la ex fidanzata.

Alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania si è svolta una conferenza dal titolo: “Stefania Noce e tutte le altre donne”, proprio per ricordare la brillante e attiva studentessa di Licodia Eubea e insieme a lei le numerose vittime di un problema secolare mai risolto.

Due le organizzazioni che hanno voluto fortemente questa giornata a Catania: “Le Voltapagina” e “Se non ora quando?, associazioni nelle quali Stefania era molto attiva.

Emma Baeri docente nell’Università catanese e cofondatrice di “La Voltapagina” dice che: “Dagli anni ’70 le donne hanno cominciato ad autodeterminarsi, sono libere, è venuta meno la loro immagine rassicurante, e gli uomini sono spaventati, non sanno come reagire, la loro identità viene destabilizzata. La violenza sarebbe solo la più evidente delle conseguenze. La fragilità maschile si è accentuata, gli omicidi ne sono la dimostrazione, conclude.”

La giornata si è chiusa con una commovente e composta fiaccolata che
dall’ ex monastero dei Benedettini, sede della facoltà, si è conclusa a Piazza Duomo, simbolo della città catanese, dove sono stati letti i nomi di tutte le vittime ingiustificate della violenza maschile.

Una giornata nella quale studenti e docenti si sono uniti, come non succede spesso, per far sentire la propria voce e cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema molto delicato e ancora purtroppo poco conosciuto e poco dibattuto.

Intanto Luca Tasinato, rappresentante degli studenti, a margine del consiglio di Facoltà di Lettere, ha fatto sapere che è stato attribuito a Stefania un attestato di benemerenza.

Un segnale forte, che fa capire come l’università, spesso etichettata come un mondo a se, non rimane indifferente a vicende forti come quelle di un assassinio e soprattutto non rimane in silenzio di fronte alla perdita di persone, studenti, che l’università la vivono e la meritano forse più di molti altri.

Francesco Montalto

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