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13 febbraio 2012

Gli studenti di lingue di Ragusa chiedono la messa in liquidazione del Consorzio universitario

Sta diventando una pessima farsa quella del Consorzio universitario ragusano. Una vicenda ridicola che dimostra incapacità ancora una volta di gestire soldi pubblici da parte di privati.

Così gli studenti stanchi di mesi di parole vuote e costretti a studiare nell’incertezza del domani, chiedono a gran voce  tramite i loro rappresentanti, Valentina Burrafato, Lina Guglielmino, Leila Hannachi, Adriana Patella e Paolo Pavia, la messa in liquidazione immediata dell’ente consortile, incapace di gestire una situazione ormai diventata insostenibile, incapace anche di dare giustificazioni plausibili sul perché si verifichino continui ritardi nei pagamenti e soprattutto su dove siano i soldi destinati alla facoltà di lingue ragusana.

 

Una situazione disastrosa che ha creato già il deserto in quello che doveva essere il quinto polo universitario siciliano. I rappresentanti sostengono che non ci sono più da tempo i presupposti economico-finanziari che giustificano la gestione dei rapporti con l’Università di Catania da parte del Consorzio ibleo; da qui la richiesta di dimissioni del Consiglio di Amministrazione e la liquidazione del Consorzio Universitario, e il trasferimento delle competenze inerenti i rapporti con l’Università di Catania agli enti territoriali, Comune e Provincia di Ragusa.

Intanto durante l’incontro a Cefalù tra il Presidente della Provincia di Ragusa Antoci e il Rettore Recca, si è parlato  anche di questo delicato tema; Antoci ha manifestato il disagio per i continui solleciti di pagamento al Rettore, che dal canto suo ha risposto dicendo che sono tutti atti dovuti; l’Università di Catania comunque garantirà il normale svolgimento dell’anno accademico. Nessun rischio quindi per gli studenti, almeno fino al 31 ottobre 2012, data di chiusura dell’anno accademico 2011/2012.

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