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1 febbraio 2012

Il Politecnico di Bari è la migliore università italiana nelle performance della ricerca

Il Politecnico di Bari è l’università statale italiana con le più elevate performance nella ricerca scientifica. Lo afferma il SIR 2011 World Report, la più completa ed autorevole classifica delle istituzioni di ricerca nel mondo, che ne ha valutate 3.042, per una produzione complessiva pari a più dell’80% di tutte le pubblicazioni scientifiche raccolte dal database Elsevier Scopus nel periodo 2005-2009.

Il Report, oltre a misurare la quantità complessiva di ricerca prodotta, valuta il livello di eccellenza delle pubblicazioni internazionali, attraverso il loro impatto scientifico normalizzato (rapportato cioè alla medie mondiali per ogni ambito di ricerca).

In questa classifica il Politecnico di Bari è al primo posto assoluto in Italia tra le università statali.

Come indicato nel Report, l’impatto normalizzato (indicatore bibliometrico del Karolinska Intitutet svedese) misura la rilevanza che le singole istituzioni hanno nella comunità scientifica internazionale. L’impatto normalizzato del Politecnico di Bari è pari a 1,55: ciò significa che i suoi risultati scientifici (valutati attraverso le pubblicazioni internazionali dei suoi docenti) sono del 55% superiori alla media mondiale dei rispettivi ambiti disciplinari.

Limitando il confronto ai soli Politecnici, quello di Torino ha un impatto di 1,38, e quello di Milano di 1,29. E’ importante peraltro rilevare che l’intero sistema universitario italiano è mediamente ben collocato nella classifica: solo quattro atenei, infatti, risultano – peraltro marginalmente – classificati con valori inferiori ad 1,00 (cioè alla media mondiale), mentre tutti gli altri si collocano tra 1,00 e l’1,55 del Politecnico barese.

Del recentissimo risultato, si è dichiarato estremamente soddisfatto il Rettore del Politecnico di Bari, Nicola Costantino. “La valutazione bibliometrica – ha affermato – è la più affidabile modalità di stima sintetica del valore scientifico di un centro di ricerca, in quanto misura l’accoglienza ricevuta dalle pubblicazioni sulle più prestigiose, ed esclusive, riviste internazionali.

In questo modo – ha continuato – si valuta, infatti, la validità dei risultati scientifici conseguiti, e non l’entità dei finanziamenti ricevuti o, peggio, la facilità di superamento degli esami da parte degli studenti, come si ostina a fare il nostro Ministero.

E’ davvero paradossale – ha proseguito – che il nostro Politecnico sia primo assoluto nella classifica internazionale, nonostante il pesante sottofinanziamento, ma venga valutato ‘non virtuoso’ dai discutibilissimi parametri ministeriali, solo perché non ‘regala’ promozioni e raccoglie finanziamenti, peraltro estremamente cospicui, in alcuni canali internazionali e nazionali e non in quelli indicati, a posteriori, dallo stesso Ministero.

La classifica SIR – ha concluso – dà il giusto riconoscimento agli importantissimi risultati che i nostri professori e ricercatori ottengono tutti i giorni a livello mondiale. Mi auguro che l’ANVUR, impegnata a ‘sprovincializzare’ i sistemi di valutazione nazionali, voglia tenere in adeguata considerazione questi risultati”.

Il Report è consultabile sul sito:

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