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2 febbraio 2012

Storia della letteratura inglese

Avvisaglie di un certo gusto per una poesia elegiaca che rispecchia gli stati d’animo del poeta nella natura sono già presenti in James Thompson (Season 1730)e nei rappresentati della scuola sepolcrale (Young, Collins, Gray), che inneggiano all’irrazionalismo, al sentimentalismo, all’oscurità, alla complessità e alla contraddittorietà dell’animo umano (in opposizione all’Illuminismo). Sintomatico di questo periodo è il gusto per la paura (Ode al terrore di Collins), per l’orrido, per l’oscuro, per il mistero, per la scabrosità,per la morte che desta per la prima volta un sentimento entusiasta. Ha inizio il coinvolgimento diretto dell’io del poeta in poesia.

Anche la scuola metodista, con a capo il vescovo John Wesley, contribuì a rafforzare la reazione contro la moderazione, la rigidità, la formalità della chiesa anglicana e più in generale del pensiero comune.

Gray in “Elegy written in a Country Churhyard”, scritta con un’intonazione particolarmente malinconica e misteriosa, contrappone la moralità di una semplice vita contadina alla frivolezza delle classi nobiliari e borghesi che lottano continuamente l’una contro le altre “madding crowd”.

 

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