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Vincenzo Russo, filosofo neo eleatico pitagorico: il suo pensiero

Redazione Controcampus 20 Marzo 2012
R. C.
03/08/2021

“Sarebbe molto difficile costruire di getto una teoria unificata completa in grado di dare una spiegazione ad ogni cosa” Stephen Hawking.

“Sarebbe molto difficile costruire di getto una teoria unificata completa in grado di dare una spiegazione ad ogni cosa” Stephen Hawking.: il punto di Vincenzo Russo.

Einstein vi dedicò, senza fortuna, gli ultimi anni della sua esistenza. I tempi, infatti, non erano ancora maturi. Nei primi decenni del novecento, la ricerca delle leggi ultime della natura, stava appena nascendo.

Di lì a poco, l’umanità prese coscienza delle deleterie potenzialità della conoscenza, e la scienza iniziò a maturare il desiderio di porre dei freni alla propria smania d’onnipotenza. Le due guerre mondiali generarono terrore, miseria e irragionevolezza. La scienza assurse a rango d’araba fenice, e rinascendo dalle belliche ceneri, offrì ai superstiti la speranza di comprendere assurdità e irragionevolezze umane, attraverso il Principio di Indeterminazione della Meccanica Quantistica. Così ebbe inizio il Tutto.

Ad oggi, la ricerca di una Teoria unificata, coerente e completa, del cosmo rappresenta ancora una speranza.

Per Hawking fino ad oggi, “gli scienziati sono stati troppo occupati ad elaborare nuove teorie che descrivono cos’è l’universo per porsi la domanda del perché. D’altro canto, persone il cui lavoro è proprio quello di chiedersi il perché delle cose – ossia i filosofi – non sono riuscite a tenere il passo con il progresso delle teorie scientifiche”.

Su quest’ultimo punto, però, la riflessione del cosmologo appare tutt’altro che veritiera. Negli ultimi anni, infatti, la filosofia della scienza ha compiuto passi da gigante, riscoprendo se stessa ed offrendo teorie affascinanti ed originali.

Vincenzo Russo e la teoria unificata dell’universo fisico e mentale

Di peculiare importanza appare la Teoria Unificata dell’Universo fisico e mentale (Unified Theory) del Prof. Vincenzo Russo, Filosofo Neo Eleatico Pitagorico. Il suo Trattato di Metafisica e Filosofia Naturale, suddiviso in sette volumi, è disponibile sul sito: webalice. La sua teoria del Tutto è una geniale e luminescente intuizione; una spada soave che trafigge, ribalta e purifica gli afflati della scienza e della moderna percezione.

Prof. Russo, lei è un filosofo neo eleatico – pitagorico. Nella sua opera omnia “Il Tachione, il Dito di Dio. Teoria Unificata dell’universo fisico e mentale”, è intelligibile il richiamo al pensiero sineterico di Socrate. Crede che una santa alleanza tra le due forme del pensiero sineterico, quello galileano matematico della fisica e della chimica e quello logico dell’analisi del linguaggio filosofico, possa davvero fornirci la dimostrazione di Dio?

Pur con la dovuta modestia, devo dirle che ho già dimostrato sufficientemente, che nella Mente umana il pensiero sineterico legge i concetti astratti formulati con la propria coscienza ed il proprio libero arbitrio, nella stessa identica sequenza di comprensione logica sineterica, con la quale legge e comprende i pensieri presunti fisici della Mente Universale. Mente Universale nella quale siamo parte del programma come persone a immagine del programma Persona principale.

L’energia mentale, vista dai sensi come  materia ipotetica finta, ma non falsa (falsa = non coerente), è oggettivamente un pensiero altrui letto da me e da tutti gli uomini come oggettivo, perché essendo un’ipotesi universale, necessaria ed immutabile, è identica per tutti gli uomini (per il cervello). La Mente, invece, con la fisica quantistica è in grado di svelare la natura astratta dell’informazione simbolica, che perviene alla mente con il programma virtuale dei sensi. Quindi, solo alcuni uomini per fede ed altri anche con la ragione della fisica quantistica, capiscono che la materia è pensiero. Gli altri sono fermi alla fisica classica oppure non sono neanche galileani. Si deve concludere che, poiché la materia è pensiero, esiste dunque il suo pensatore (leggi Creatore del detto pensiero).”

Losmosi tra fisica relativistica e quantistica

“A livello d’intuizione, l’affermazione della fisica quantistica che dice “Non esiste Universo senza l’osservatore“, è già nota e diffusa. Ora è disponibile anche la mia dimostrazione di quest’intuizione, da me fatta assioma. In realtà, l’Universo esiste indipendentemente dall’osservatore, poiché si osserva da solo, ma è anche vero che non esiste ancora per l’osservatore secondario che non fosse ancora nato. Ciò significa che non esiste universo solo per chi non è ancora nato, solo perché ancora non osserva. Quindi, anche la precedente intuizione di Cartesio “sono perché penso” diviene “sono perché sono pensato come individuo dalla Mente principale”, la quale mi ha dato coscienza e volontà di scelta  individuale di me e di altro da me, come suo sottoprogramma personalizzato.”

Prof. Vincenzo Russo, la sua è una filosofia tanto complessa quanto affascinante. Il nucleo nevralgico della sua teoria giace nell’anamnesi del mondo materiale. Sostiene che la materia sia stata costruita con una sorta di simulazione cibernetica, come una realtà virtuale in un super computer. L’eziogenesi del Tutto, quindi, va rintracciata nella Mente Universale che include le menti degli uomini a sua immagine. Secondo lei, sia la fede che la ragione spiegano la sola ed unica verità. Quindi, è corretto affermare che Scienza e Religione siano le due facce di una stessa architettura divina?

Esattamente. La religione ebraico-cristiana afferma la verità e ci dice il perché esiste qualche cosa invece del nulla. La scienza ci dice, invece, com’è costruita l’apparenza della creazione materiale e può giungere persino alla dimostrazione che anch’essa, visione virtuale, è solo pensiero puro, concordando così in pieno con la fede cristiana. Ovvero, la Creazione è informazione che passa in modo sineterico dalla Mente Universale alle menti a sua immagine (leggi come singoli altri personal software a disposizione nel proprio hardware ).”

Nel IV volume dedicato al Divenire, sostiene che la “Dimostrazione di Dio sia un terrore per chi vive di chiacchiere. Non deve esserlo però per gli scienziati galileani”. Dunque, è possibile dimostrare scientificamente l’esistenza di Dio, attraverso l’anamnesi delle leggi matematiche poste alle base del nostro universo. Crede sia possibile che il nostro Creatore, La Divina Intelligenza Onnipotente( D.I.O.) possieda sublimi ed eteree conoscenze matematiche e tecnologiche?

In realtà fino ad oggi è solo Lui che dispone di vita pensante, propria ed eterna e partecipa, senza interferire con il nostro libero arbitrio, ai nostri programmi di vita individuale, solo fornendo l’energia (Quark ed elettroni puntiformi e senza dimensione fisica o raggio o diametro). Senza partecipare, però, alle nostre scelte di coscienza individuale, nella movimentazione dinamica e chimica volontaria delle masse ipotetiche del modello. Noi facciamo bene e male muovendo e utilizzando autonomamente, materia e vita fisica virtuale. Persino il nostro salvare o uccidere vite è una recita psico-drammatica ed olografica, della quale restano vere solo le responsabilità morali.

Vincenzo Russo su ologrammi ed i programmi mentali

Gli ologrammi ed i programmi mentali approvati dal Dio Universo etico (le vite vissute bene), non vengono però cancellati o privati di vita con la distruzione del corpo biologico. Continuano a manifestarsi viventi nell’integrità mentale che rimane intatta nella sede vera dell’esistenza mentale a fisica. I programmi malvagi diverranno invece hardware  di personaggi catatonici, ovvero menti rese inattive ma presenti con fissità, nella memoria obliterata  di Dio . In pratica se il Dio Mentale, etico e morale staccasse la spina di energia indifferenziata, (quark ed elettroni innocenti), anche ora , tutto svanirebbe dal divenire e diverrebbe memoria morta e dimentica, nella buona coscienza del Dio Universale, che rimuove il male da Sé medesimo. Noi, quindi, dopo essere stati delle penne elettroniche per 70 o 80 anni circa, entriamo, infine, nel programma e nella memoria stabile ed eterna del disco rigido Universale; oppure, veniamo resi catatonici e bloccati nella visione eterna della non partecipazione attiva alla vita eterna.”

Sostiene che l’uomo sia ipostasi di una mente vera in un corpo finto. I corpi fisici e biologici sono fatti di vuoto e numeri . Ma allora, se la vita è solo mentale ed il corpo è un’immaginazione, cosa sono il dolore e la morte?

“Sono auto informazioni morali (emozioni), conseguenza delle azioni materiali ed astratte, buone o cattive, e delle loro conseguenze emotive sui sentimenti propri ed altrui. Sono la realtà dell’esistenza Vera dell’Esistere Vero, dietro la recitazione psico-drammatica apparente”.

Il prof Vincenzo Russo su gli ultimi esperimenti del Cern di Ginevra

“I quark e gli elettroni sono punti geometrici dello spazio tempo senza dimensione materiale, (ovvero punti a dimensionati d’energia mentale posti sulle rette della lavagna mentale dell’Universo), dai quali emergono, senza spiegazione fisica ammissibile come materiale, valori astratti di Carica, Spin e Massa. La materia è dunque una costruzione d’estensione geometrica, che diviene impenetrabile ed estesa come solida, solo nella quarta dimensione del pensiero dell’osservatore; ma solo nell’intermittenza o simulazione quantistica di Heisenberg. Se all’osservazione strumentale e sensoriale è reale il tempo, allora è immaginario lo spazio. Se, invece, in un istante d’osservazione è pensato come vero lo spazio, allora è immaginario il tempo. Queste sono le affermazioni delle discipline di fisica quantistica e matematica già note.”

“La particella di Dio o di Higgs è dunque la lettura mentale del mio superquark puntiforme geometrico che quando è disposto nell’ipotesi di ben quattro piani ortogonali a due a due, forma un cubo di spazio tempo ipotetico deduttivo. Ogni piano unidimensionale è, infatti, solo un’ipotesi di tre punti che determinano un piano geometrico che è, però ancora senza spessore, (non esiste ancora ai sensi, rimane un pensiero di geometria ipotetico deduttiva). Ogni piano chiuso da quattro rette è posto poi su una superficie parallela ad un’altra ed ortogonale ad altri due piani chiusi unidimensionali. Si forma, così, un’ipotesi ipotetica maggiormente robusta, perché si determina alla mente, come possibile, il costruire uno spazio cubico chiuso e completo. Anche se solo per ipotesi nascono, così, prima il punto, poi la retta, poi il piano, poi il cubo. Queste ipotesi assiomatiche restano, però, astrazioni solo teoriche perché costruite con assioma specifico, e sono valide solo nel proprio sistema geometrico assiomatico. La mente umana non riesce a dare loro una realtà fisica.”

“I sogni svaniscono all’alba o anche alla fine della lezione di geometria, quando vanno via insieme pensieri ed espressioni del docente e il gesso dalla lavagna. Nello spazio tempo chiuso pensato dall’Universo diviene invece possibile il moto del nostro pensiero di lettura e l’estensione dei punti astratti di una traiettoria di moto divengono per noi oggettivi pensieri di un altro pensatore. Noi vediamo, come solidi ed oggettivi, i pensieri di Carica, Spin e Massa che sorgono dai punti superquark su tutte le rette della Mente Universale. Quella geometria sembra solida e impenetrabile solo perché non è nella disponibilità creativa del nostro programma individuale. Possiamo leggere quell’informazione soltanto come sineterica, universale, necessaria ed immutabile; ovvero, identica per tutti gli uomini. Quel programma è però impenetrabile e immodificabile per noi. Non c’è virus che parta da noi e possa invertire la direzione entropica dell’informazione.”

Il Cern si accorgerà, col tempo ed usando la mia teoria , che ciò che osservano con i loro acceleratori di particelle consiste di un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor), che divengono teorema di numeri cardinali transfiniti, quando l’informazione mentale dell’UNIVERSO a tre dimensioni, (Aleph-TRE), entra nella quarta dimensione dell’osservazione cerebrale (Aleph-ZERO). Capiranno, così, che l’informazione mentale invisibile è  più densa di quella cerebrale. Ovvero, che l’informazione mentale invisibile è formattata a 0 gradi K di temperatura con numeri ordinali ad una dimensione, mentre l’informazione visibile ai sensi è formattata, invece, quantizzata con numeri cardinali a quattro dimensioni di spazio-tempo, secondo l’intermittenza quantistica.

Per Darwin l’evoluzionismo è alla base d’ogni cosa, ed il pensiero è una mera derivazione della materia. Per il Creazionismo, invece, la natura è una conseguenza logicamente prevedibile della mano di Dio. Lei scrive che la Scienza è fede quanto la religione, e che la matematica, in quanto modello conoscitivo ipotetico deduttivo, è essa stessa una sorta d’afflato dogmatico. Lei crede in Dio? Quale posizione assume riguardo alla disputa Creazionismo/evoluzionismo?

“Senza scomodare Dio Padre, già l’Universo è per noi il dio-parola rivelata e spirito di verità. Visto che la materia non esiste nemmeno, se non come pensiero ipotetico deduttivo, la risposta è già chiara. La materia ha delle leggi di qualità e non di quantità. E’ l’Universo che pensa se stesso in modo immutabile, necessario e universale perché, pensiero perfetto e definitivo, ha fatto scelte decidibili.

Il cielo abitato della terra può essere solo blu perché verde o violaceo come quello dei pianeti disabitati sarebbe brutto; la donna è più bella dell’uomo, e per questo fa i capricci, per farsi prendere con passione(in senso biblico), e così via è anche per ogni animale e pianta. Le leggi della fisica e della chimica organica ed inorganica e della biologia sono soggette, infatti, al teorema della scelta di qualità fatta dall’universo per ogni fenomeno. Noi, col metodo riduzionista, queste leggi le osservammo fino all’Ottocento come quantità (il come sono fatte della fisica classica). Ora, invece, la mente con la fede, la filosofia e la fisica quantistica possono giungere a riscontrare perché persino le equazioni (che dimostrano il come si trasforma l’informazione dell’energia), giungono a rappresentazioni di bellezza e di qualità essenziale.

Se avesse ragione Darwin, la donna non sarebbe bella, sexy, attraente e terribilmente indipendente come persona a sé stante, e quindi non sarebbe degna di rispetto come altra persona libera. La materia nasce, dunque, nel pensiero come idea emozionante e non il contrario. Il cervello non pensa, esattamente come il computer. Impartisce, semplicemente, l’hardware delle disposizioni software della mente, al corpo immaginario. Proprio come occorre un programmatore per introdurre nel PC calcoli già pensati in anticipo, sotto forma di pensieri già svolti.”

L’evoluzionismo ha preso quindi molte cantonate, non perché contraddice la creazione, ma perché è disciplina non Galileana, che se ne va, a volte, a briglie sciolte dietro congetture indimostrabili, perché false. Ovviamente quella parte d’evoluzionismo che è in realtà ancora e solo biologia, e che si limita all’osservazione dei fatti, porta verso scoperte eccezionali del come funziona realmente il modello apparente d’energia organica (in movimento anti entropico temporaneo). In genere, il corpo organico è antientropico per circa 70 o 80 anni di movimento biologico, poi degenera in entropia inorganica. La biologia corretta allora, se guidata dalla fisica quantistica e dalla teoria unificata dell’universo fisico e mentale, dovrebbe capire che la materia organica è solo materia inorganica più prossima al dominio mentale di una Mente persona, che rende antientropica la materia inorganica per un poco di anni che sono in garanzia con un uso appropriato.”

© Riproduzione Riservata
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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto