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19 marzo 2012

Lo spazio polifunzionale delle Scuderie della Casa dei Teatri presenta la mostra “Il geroglifico di un soffio”, omaggio a Jerzy Grotowski e Ryszard Cieslak

Inaugurazione della mostra “il geroglifico di un soffio” a cura di Guido Di Palma e Luisa TintiSi inaugurerà il 24 marzo 2012 alle ore 12:00, presso il nuovo spazio espositivo delle Scuderie della Casa dei Teatri, la mostra “Il geroglifico di un soffio”, omaggio al teatro povero del grande maestro Jerzy Grotowski e all’attore, sublime interprete del Teatro Laboratorio di Wroclaw.

L’interessante esposizione raccoglie una serie di documenti, schizzi e disegni realizzati da Serge Ouaknine, (collaboratore del Teatr Laboratorium), che raccontano la storia del lavoro svolto da Grotowski e dalla sua compagnia di attori , il celebre collettivo pensante di Wroclaw.

…Eliminando gradualmente tutto ciò che è superfluo, scopriamo che il teatro può esistere senza trucco, costumi e scenografie appositi, senza uno spazio scenico separato (il palcoscenico), senza gli effetti di luce e suono, etc. Non può esistere senza la relazione con lo spettatore in una comunione percettiva, diretta. Questa è un’antica verità teoretica, ovviamente. Mette alla prova la nozione di teatro come sintesi di disparate discipline creative; la letteratura, la scultura, la pittura, l’architettura, l’illuminazione, la recitazione…“(Jerzy Grotowski, Per un Teatro Povero, Bulzoni Editore).

Questa rivoluzionaria concezione del metodo di lavoro introduce la ricostruzione illustrativa operata da Ouaknine, in merito al suo studio sul Principe costante, pubblicato nel 1970. Si tratta di una sorprendente serie di disegni presentati attraverso una striscia lunga 13 m, che testimoniano il lavoro svolto durante la preparazione dello spettacolo.

Accanto a questi disegni, ulteriori testimonianze grafiche illustreranno le fasi di ripresa del film Acropolis e parte importante della preparazione all’ultimo capolavoro di Grotowski: Apocalypsis cum figuris.

Il fascino dei disegni di Ouaknine si rintraccia nella sua capacità di catturare i movimenti in continua evoluzione del corpo-attore, fotografandone non solo l’immagine, ma l’energia stessa della dinamica e del respiro dei corpi. In parallelo all’opera di Ouaknine, verrà proiettato il film di Ferruccio Marotti riguardante lo spettacolo del Principe costante.

Il lungometraggio è frutto di un duro lavoro effettuato da Ferruccio Marotti e dalla sua troupe, che propone la sincronizzazione tra sonoro, registrato al festival dei due Mondi di Spoleto nel 1967, e visivo, un girato muto conservato presso nell’archivio del Teatro Laboratorium, il cui risultato è davvero sorprendente.

La mostra a cura di Guido Di Palma e Luisa Tinti, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’Istituto Polacco, dell’Istituto Grotowski e dell’Accademia di Belle Arti di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, prevede l’ingresso gratuito.

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