• Google+
  • Commenta
25 marzo 2012

Mario Monicelli: un riso liberatorio

Il celebre cantore dei vizi e delle virtù dell’italiano medio è stato il protagonista del convegno che lo scorso 23 marzo l’Università di Chieti ha organizzato per omaggiare, a un anno dalla sua scomparsa, il grande regista italiano.
A ricordarlo è stato il Prof. Gian Piero Consoli che ha dedicato al maestro della commedia all’italiana un volume dal titolo “Mario Monicelli: la storia siete voi“. Presentato nel corso dell’incontro, il testo ricostruisce, attraverso le sue commedie, la vita e la carriera di un artista irriducibile, non conciliato e schietto fino alla brutalità.

Tra i registi più antiretorici ed antiaccademici della sua generazione, Monicelli ha fatto del cinema uno strumento di denuncia, ma anche un mezzo di riscatto dalle più grette regole sociali. Schierandosi dalla parte degli antieroi, ha dato voce a deboli e perdenti, ma anche a ingenui sognatori che con la loro follia tentano di superare la miseria del quotidiano e di aprire un varco verso una vita diversa e più umana.
Come spiega il Prof. Consoli, “tutti i suoi film hanno per protagonisti gruppi di disperati che si uniscono per condurre un’impresa che è al di sopra delle loro forze“. Questo è il caso degli sprovveduti rapinatori de “I soliti ignoti“, dei poveri fantaccini de “La grande guerra“, della scalcinata compagnia de “L’armata Brancaleone” o degli operai in sciopero de “I compagni“.
E’ questa l’Italia che si cela dietro il sorriso dei film di Monicelli: un’Italia popolare, divisa dalle lotte di classe e delle differenze sociali, ma unita dalla sofferenza e dalla miseria quotidiana, sopraffatta dai piccoli e grandi drammi della vita, ma riscattata dalla volontà di crescere e rinnovarsi.
Con tono ironico e sarcastico Monicelli, dunque, è riuscito a parlare all’Italia del tempo, dando anche ai più deboli la consapevolezza di essere parte attiva del divenire storico.
L’urgenza di libertà che traspare dai suoi film ha affascinato intere generazioni e, a giudicare dalla nutrita platea di studenti che venerdì scorso ha affollato l’Auditorium del Rettorato, si direbbe che ancora oggi riesce ad attrarre i più giovani.

 

 

 

Google+
© Riproduzione Riservata