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27 aprile 2012

Empatici e socievoli. Lo decidono geni

La socievolezza e l’empatia, caratteristiche che rendono le persone affabili o come comunemente vengono definite, “speciali”, sarebbe il risultato di una “fortunata variazione di geni”. Socievoli ed empatici si nasce insomma.

È quanto emerge da un recente studio condotto da un gruppo di ricerca  guidato da Aleksandr Kogan dell’ Università di Toronto.

Pubblicato su Proceedings of National Accademy Sciences, lo studio ha coinvolto un gruppo di volontari che sono stati osservati dai ricercatori mentre visionavano dei video di 20 secondi.

I video in questioni ritraevano delle coppie in cui uno dei due partner confessava all’altro un episodio di sofferenza personale: compito dei volontari era quello di osservare attentamente l’interlocutore della coppia per poi giudicarlo in termini di affidabilità, premura, attenzione, sensibilità che trapelavano dal suo atteggiamento, dunque riferire il personale giudizio agli studiosi.

Prima dei registrare i video, i ricercatori hanno esaminato il genoma (o patrimonio genetico) delle persone che sarebbero apparse nei video e li hanno divisi in tre gruppi: GG, AG o AA, a seconda del genotipo di cui erano portatori, infatti, quest’ultimi sarebbero versioni diverse del gene recettore dell’ossitocina , il cosiddetto “ormone dell’amore”.

I soggetti portatori della versione GG tendono ad essere più empatici ed aperti al prossimo, mentre i portatori delle altre due versioni tendono ad avere livelli più bassi di empatia.

Dall’incrocio tra le informazioni genetiche raccolte e il giudizio dei osservatori, è emerso che dei dieci soggetti considerati più socievoli, sei erano portatori del genotipo GG, mentre tra le dieci persone ritenute meno affidabili, nove erano portatori delle versioni AG e AA: «È stato sorprendente vedere come le impressioni sono state così fortemente rispondenti al genotipo», esclama Sarina Rodrigues Saturn della Oregon State University (Usa), supervisore dello studio. «I nostri risultati suggeriscono che anche lievi variazioni genetiche possono avere un impatto tangibile sul comportamento delle persone, e che queste differenze comportamentali vengono subito notate dagli altri», conclude Kogan.

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