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Russia Sovietica

Redazione Controcampus 26 Aprile 2012
R. C.
03/08/2021

Appunti tratti dal primo capitolo de 'L'esperimento profano' di Rita Di Leo, il libro tratta delle vicende dell'Urss, come è nato e da chi l'idea degli operai al potere e tante altre informazioni.

Indicato per tutti coloro che devono sostenere esami in cui sia prevista la parentesi della Russia come regime degli anni’3o e come alternativa al capitalismo , da scienze politiche a storia dei partiti tutti possono sfruttare il seguente riassunto.

L’esperimento sovietico è durato ben 74 anni e designava una società nuova per il mondo intero; il progetto ideato da un piccolo gruppo di intellettuali e politici russi prevedeva il rovesciamento dell’ordine sociale ed era il programma del piccolo partito bolscevico a cui capo c’èra Lenin. L’epoca in cui si sviluppa tale progetto è quella in cui le classi sociali sono suddivise rigidamente ed erano molto di uso termini quali operai e padroni, società e classi, ideologia e utopia… Comunque il progetto prendeva spunto dalla cultura del marxismo e la  socialdemocrazia tedesca dell’800. Il popolo che era in rivolta contro lo zar diede il proprio sostegno ai bolscevichi che dichiararono di volere la dittatura del proletariato dunque la strategia vincente fu riuscire a prendersi la rappresentanza politica del lavoro manuale dipendente (sino ad allora priva di rappresentanza). Gli intellettuali bolscevichi motivarono l’esercizio del potere attraverso tre politiche simboliche e fondative: l’utopia del comunismo, la costruzione del socialismo, la dittatura del proletariato. Essi adottarono poi lo STATO D’ECCEZIONE PERMANENTE e il PRINCIPIO AMICO-NEMICO per creare una società post-capitalistica e post-borghese. Per quanto riguarda lo stato d’eccezione fu usato quasi senza interruzione dal 1917 al 1956 mentre il principio amico-nemico serviva all’esercizio del potere; bisogna comunque comprendere chi sono gli alleati-amici e chi sono gli alieni-nemici da integrare o combattere, questi ultimi erano la maggior parte della popolazione mentre gli alleati naturali erano i nuovi operai, semplici lavoratori manuali, ex artigiani, ex soldat, erano tutti coloro che fornivano sia il lavoro per realizzare il programma sia il consenso politico per la tenuta del governo. Quindi erano considerati dagli intellettuali politici come il loro esercito vincente. Dunque POLITICHE SIMBOLICHE, STATO D’ECCEZIONE e PRINCIPIO AMICO-NEMICO erano il fondamento dell’esperienza.

Dal 1929 al ’56 le voci contrarie all’esperimento sovietico furono molto rare il suo desiderio di rovesciare il principio secondo cui il potere spetta a chi non lavora con le mani è stato visto come possibile dal 1917 al 1956 dove la Russia era vista come una società in cui si stava realizzando una società diversa. Anche se erano molti i dubbi su come valutare  quella società, sia da sinistra che da destra. Le accuse da sinistra (intellettuali europei ed élite politiche) si focalizzarono sul carattere monocratico del potere bolscevico, un partito accusato di agire come un corpo a sè rispetto la società, alcuni lo hanno accussato addirittura  che si era fatto STATO, dunque avesse rinnegato  Marx. A destra (élite economiche, politiche e intellettuali borghesi al potere nel resto del mondo) si concentravano sulla guerra di classe, vista come una provocazione che riguardava lo stesso fondamento della società. La borghesia europea che nei primi del’900 si stava affermando non riuscì a imporsi in Russia e ciò alimentò in ella speranza  di vendetta contro quella parte di società che da sempre obbediva e lavorava ed ora li sconfiggeva; due sono stati i momenti che hanno avuto il maggior peso per la borghesia: il primo riguarda la crisi del 1929 che colpi il capitalismo in concomitanza con l’avvio dell’industrializzazione dell’Urss, mai fu più evidente la minaccia che tra le due potenze potesse prendere il sopravvento l’Urss, ciò portò interesse diffuso per l’esperimento in alcuni paesi e difesa preventiva verso un suo effetto domino in altri.Il secondo momento amaro (del mondo borghese nel suo rapporto con la Russia) si ha in seguito alla seconfa guerra mondiale quando l’élite europea dipese in gran parte dall’esercito sovietico(emblematico rimane il rapporto tra Churchill e Stalin ) dunque i 10 anni che vanno dal 1946-56 sono quelli in cui l’esperimento sovietico appariva una solida realtà ma nel 1956 si ha un cambio di prospettiva in seguito al XX Congresso del partito comunista e nel novembre  la rivolta ungherese ; le lotte ai vertici del partito dopo la morte di Stalin aprirono i giochi  di guerra… combattuta su più fronti sino all’esito finale del 1989. Si cercò  di smitizzare il mito dell’esperimento mettendo in discussione il regime politico monocratico e il deficit di libertà individuali si cercò soprattutto  gli intellettuali, di offrire un’alternativa al mito del socialismo; denunciando in primis la condizione dell’intellettuale  nei paesi sovietici considerato infido e retribuito meno di un operaio. Nel dopoguerra con il ‘boom’ del capitalismo americano ed europeo l’Urss fu soggetta a una valutazione critica del sistema economico, l’America  e l’Europa al contrario dell’Urss , riuscirono a sviluppare sia il settore strategico-militare che il tenore di vita domestico, in Urss le aspettative di un migliore tenore di vita furono deluse  e ciò portò ad un primo distacco  dal progetto politico originario (Questo fu considerato uno dei primi segnali di debolezza dell’esperimento). In seguito allo schok petrolifero e all’intervento in Afghanistan si ebbe una drastica caduta di credibilità del partito e in seguito alle riforme ‘post sovietiche’ di Gorbochev l’esperimento apparve un insucesso in seguito a un susseguirsi di fallimenti; la società viveva ormai influenzata da una forte economia ombra che aveva proprie gerarchie simile a quelle degli altri paesi industriali. L’esperimento così precipito e l’ordine sociale tornò quello di un tempo. Dunque l’economia pianificata si era frammentata in economie locali, la sconfitta operaia e popolare era dinnanzi all’élite dell’intero mondo. MA COME MAI L’ESPERIMENTO S’E’ DISSOLUTO NEL NULLA?
I rivoluzionari che diedero vita all’esperimento furono: i rivoluzionari di professione, i politici della famiglia socialdemocratica ed i pianificatori. I rivoluzionari di professione sono una creazione di Lenin (leader capace di svolgere tanti ruoli diversi e contradditori). I rivoluzionari di professione si assunsero il compito di fissare le coordinate teoriche e ideali dell’esperimento, si deve a loro la divulgazione dell’utopia del comunismo; la creazione del ‘principio di regolazione’ fu di loro creazione questo principio fissava i canoni di comportamento ottimale per ciascuna circostanza di vita e di lavoro. E di concerto furono stabilite le norme ad hoc che dovevano orientare le azioni del singolo nella sua comunità di riferimento: l’operaio in fabbrica, il maestro nella scuola. Si tendeva a influenzare il fare e il pensare di ciascuno verso l’obiettivo comune della realizzazione del progetto politico. Coloro i quali non si piegavano politicamente a tali ‘norme’ furono soggetti a severi procedimenti penali. I rivoluzionari che provenivano dalla famiglia socialdemocratica tedesca hanno il merito , questi POLITICI DI PROFESSIONE, del principio della politica al posto di comando; essi costituirono un il partito che assunse su di sè la responsabilità delle istituzioni politiche,amministrative e di governo, cioè i suoi membri svolgevano funzioni connesse alle differenti istituzioni per conto del partito e della politica al posto di comando. Emerge la non autonomia dal partito delle altre istituzioni politiche e la preminenza delle decisioni del partito su qualsiasi altra esigenza amministrativa,economica, sociale, culturale. Per i politici di professione la politica al posto di comando era intrinseca alla realizzazione dell’esperimento e il partito era lo strumento che li legava strutturato come una rete complessa che avvolgeva il paese e lo orientava e controllava nei suoi movimenti,singoli e collettivi. Dunque il partito lo legarono al governo.  Intellettuali utopisti e politici di professione furono la mente e il braccio dei primordi dell’esperimento; gli uni ispiratori del nuovo mondo da costruire gli altri del partito, strumento cardine per farlo, il partito era una macchina per l’esercizio del potere. Queste due figure però finirono emarginate e\0 eliminati come vecchia guardia bolscevica. I pianificatori hanno una storia diversa; non provenivano dal partito bolscevico o dalla socialdemocrazia tedesca erano gli uomini dell’economia che si adattarono alle esigenze degli uomini del potere politico sino a quando le parti si invertirono e presero nelle proprie mani gli affari del paese. Essi avevano un ruolo rilevante: decidevano i criteri per le norme di produzione del piano e con esse la crescita della ricchezza del paese. Erano convinti che l’obiettivo prioritario dell’esperimento fosse quello di creare un’economia successiva a quella capitalistica. Dovevano fare puntualmente i conti con il decidere la norma migliore e ottenere il sostegno dei funzionari responsabili dell’esecuzione che detenevano i rapporti con chi eseguiva la norma. Comunque occorre sempre ricordare che il rapporto di scambio capitalistico era estraneo culturalmente all’ambiente dell’esperimento ma la compravendita del rapporto di lavoro sebbene non divenne mai ufficialmente materia di contrattazione informalmente lo fu. Gli uomini dell’economia ai livelli più alti erano consapevoli della soluzione informale che era molto più efficace delle tante riforme. Dunque la contraddizione tra principio di regolazione e il rapporto di scambio fu risolto con la vittoria di entrambi: uno non fu mai ufficialmente abbandonato e l’altro fu sempre praticato e gli uomini dell’economia ne erano consapevoli e non avendo fede nell’utopia dell’esperimento lo vissero con un convolgimento pragmatico.
Nei primi 30 anni di vita dell’Urss gli intellettuali che governavano il paese lo fecero con uno schema differente dal resto del mondo: usando, stranamente, un modello che proveniva dal passato infatti il potere sovietico aveva le caratteristiche del potere dei monarchi basta pensare al potere assoluto del prima del 1789 in Francia che non ammetteva mediazioni e dissenso; la classe operaia svolgeva un simile ruolo dei ceti borghesi quando s’alleavano con il principe assoluto.I politici bolscevichi prepararono un’élite di estrazione popolare dove appunto i nuovi operai erano destinati a diventare i nuovi dirigenti politici sovietici per diverse ragione: fattore ideologico, la cultura socialdemocratica esaltava la centralità della classe operaia in cui il proletariato era la figura sociale dominante; fattore politico, i ‘nuovi’ operai furono considerati parte del progetto generale e il legame di fedeltà tra il progetto e il semplice lavoratore manuale era sottoposto a costante verifica politica, era comunque indiscussa l’idea per cui la classe operaia fosse il cuore dell’esperimento mentre il politico intellettuale bolscevico ne era la mente.

 

© Riproduzione Riservata
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Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto