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27 aprile 2012

UniCatania: tutti invitati alle Nozze di Figaro

La Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania dedica quattro eventi alle Nozze di Figaro di Mozart.

Si parte il 2 maggio alle 15, 30 con Docenti all’Opera, un corso di formazione dedicato alla didattica del melodramma presso il Coro di Notte (ex Monastero dei Benedettini) a cura della Prof.ssa Giuseppina La Face Bianconi (Università di Bologna), mentre il 3 maggio alle 17 presso il Foyer del Teatro Massimo Bellini, il Prof. Lorenzo Bianconi (Università di Bologna) terrà una conferenza di presentazione dal titolo Preludi all’Opera.

Lo stesso giorno, alle ore 17, 30, presso il Teatro Sangiorgi, sarà offerta la visione della cineopera Le nozze di Figaro, per la regia di Giorgio Strehler.

Alla stessa ora, il giorno 10 maggio, il Teatro Sangiorgi ospiterà ancora una proiezione della cineopera dedicata al famoso Figaro, nella versione, questa volta, di Peter Sellars.

La rassegna dedicata alla prima opera mozartiana della trilogia italiana (1786), che comprende Così Fan tutte e Don Giovanni, tutte musicate dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte, presenta una ricca preparazione alla visione e un’interessante scelta di realizzazioni.

La messinscena delle Nozze di Figaro, con gli interpreti circondati da grandi spazi in luminosi toni pastello, è entrata da tempo nel novero delle opere più rappresentative di Strehler lirico. Lo spettacolo ha le sue origini nel 1972, in una burrascosa esperienza parigina all’Opéra Comique, che vide molte liti tra il regista e il direttore d’orchestra Georg Solti, e che si concluse con la partenza di Strehler da Parigi prima delle prove generali. Solo nel 1981 il triestino propose al Teatro alla Scala una nuova versione delle Nozze, che s’impose immediatamente come un capolavoro di equilibrio, brio e ironia, filologicamente rispettoso delle atmosfere settecentesche, e che fu da allora denominata “la versione di Milano“.

La versione di Peter Sellars, del 1989, conserva gli ampi spazi vuoti che caratterizzavano quella di Strehler, ma opta per una scenografia minimale e per l’attualizzazione: la vicenda si svolge all’interno di uno stralunato appartamento newyorkese e gli interpreti vestono abiti moderni. In totale coerenza con la ricerca di frizione fra contemporaneità e arte tanto cara all’iconoclaste regista americano.

Info: http://www.flett.unict.it

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