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30 aprile 2012

Unicef e Università di Taranto insieme per “Educazione allo Sviluppo”

L’Unicef al fianco dell’Università di Taranto e dei suoi giovani studenti: è partito, infatti, il Corso Universitario Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo, promosso dall’Unicef con il Patrocinio delle facoltà di Giurisprudenza, Economia, Scienze della Formazione, Scienze MM.FF.NN., Ingegneria dell’Università degli Studi di Bari – sedi distaccate di Taranto e Lumsa.

Giunto alla seconda edizione, il corso intende aprire lo sguardo di studenti universitari e superiori verso tematiche tanto attuali quanto vicine alla nostra realtà: la condizione dell’infanzia nel mondo, la contraddizione tra sviluppo dei paesi ricchi e sfruttamento minorile in quelli più poveri, l’emigrazione e l’accoglienza.

Un “percorso” universitario dal significato estremamente profondo, che chiama i giovani alla riflessione, ad una rinnovata sensibilità nei confronti dell’altro. L’altro che, molto spesso, è un minore, emigrato, senza famiglia: l’accoglienza e l’ascolto, diventano così, diritti fondamentali.

Attraverso le parole dell’ avv. Daniela Montano, responsabile del corso per il Comitato Provinciale per l’Unicef di Taranto, si comprende chiaramente quanto “Educazione allo Sviluppo” sia soprattutto un’opportunità di conoscenza di un mondo, quello dei minori e delle loro problematiche, che ha la necessità di essere diffuso e compreso.

“Educazione allo Sviluppo”: come nasce il corso e la sua collaborazione con l’Università di Taranto? Quali le novità di questa seconda edizione?

Si tratta di un corso universitario a livello nazionale. A Taranto questa è la seconda esperienza, dopo quella dell’anno accademico 2010-2011. Alla base vi è una convenzione con l’Università di Bari: essendo Taranto sede distaccata, l’adesione alla convenzione viene poi richiesta ai presidi delle facoltà tarantine che si sono sempre dimostrati molto disponibili, grazie alla rilevanza dei temi trattati, che l’Unicef ha lo scopo di diffondere. Novità di quest’anno, è il patrocinio che siamo riusciti ad ottenere con la Lumsa, grazie alla disponibilità del Preside Don Antonio Panico. Inoltre, abbiamo pensato di avvicinarci ai giovani in maniera più diretta, attraverso la proiezione di film e laboratori di approfondimento. Altra novità, è stata l’inaspettata partecipazione del gruppo giovanile “Younicef” di Laterza che, iscrittosi al corso a nostra insaputa, ha preparato un canto presentato a sorpresa durante la prima lezione.

Il corso affronta tematiche quali la condizione dell’infanzia nel mondo, l’immigrazione e l’accoglienza dei minori: temi di grande attualità e anche tanto vicini alla nostra realtà. L’attenzione verso tali argomenti è scaturita quindi dal bisogno di far comprendere ai giovani quanto questi problemi non siano poi così distanti da noi? Qual è la loro reazione rispetto tali tematiche?

Vi è molta diffidenza. Quando si parla di extracomunitari si associa spesso il problema della delinquenza, ma la delinquenza che noi subiamo in realtà è una percentuale minima rispetto agli immigrati, che hanno invece molta volontà di lavorare, rendendosi disponibili a qualunque tipologia di lavoro. E’ vero, queste tematiche sembrano distanti da noi, ma in realtà non lo sono. Un’altra cosa da considerare è che gli immigrati spesso pensano al nostro territorio come un territorio di passaggio -molti hanno familiari all’estero- : non ci tolgono nulla insomma, sono solo delle risorse.

Il corso prevede cinque lezioni ed un incontro conclusivo a Bari. Un bilancio delle prime due già svolte, ed una anticipazione delle ulteriori tre in programma.

Durante la prima giornata abbiamo ascoltato il Garante dell’infanzia della Regione Puglia, la prof.ssa Giuseppina Paparella. Ci ha fatto presente come ci siano molti minori immigrati non accompagnati:  è una situazione che richiede la necessità di tutori e assistenza legale. Essendo poi sprovvisti di documenti, la valutazione della loro età anagrafica avviene attraverso canoni molto antichi, per esempio di altezza, davvero poco attendibili. Nella seconda lezione vi è stata la proiezione del film “Ladro di bambini”, con il laboratorio di approfondimento sul tema dell’asilo politico curato dal prof. Riccardo Rossano della Lumsa. Il prossimo incontro prevede l’intervento del responsabile dell’ Ufficio Volontari Unicef Italia, Enrico Noviello, il quale parlerà della campagna “Vogliamo zero”, ovvero, vogliamo zero bambini che muoiono. Successivamente, proietteremo il film “Terraferma” sull’accoglienza degli extra comunitari . Infine è previsto l’incontro conclusivo a Bari, in data da destinarsi.

Illustrando il corso, ha accennato a lezioni diverse dal solito, che prevedono un tipo di approccio “diretto” con gli studenti, come proiezioni filmiche e laboratori di approfondimento: qual è l’impatto che tale metodo ha avuto sugli studenti?

Questo approccio, novità di quest’anno, è innazitutto un buon metodo per evitare di tediare i ragazzi. I corsi, soprattutto quando rilasciano crediti formativi, vengono spesso seguiti per quell’unico scopo. Noi, invece, vogliamo provare a creare interessamento: la videoproiezione stimola a riflettere, a distrarsi di meno, ed il dibattito certamente coinvolge. La partecipazione ai laboratori è molto attiva: si è creata una bella discussione ed anche se non tutti i ragazzi sono portati all’intervento, già semplicemente ascoltare l’opinione del proprio compagno è molto utile. Il dibattito è sempre costruttivo.

Il corso è rivolto a studenti del triennio superiore e agli studenti universitari, a cui vengono riconosciuti crediti formativi. Qual è stata la risposta di questi ultimi rispetto al totale degli iscritti?

Devo dire che, purtroppo, quest’anno non vi è una grande partecipazione di studenti universitari, a differenza della scorsa edizione. Personalmente, penso che ciò sia in parte dovuto al cambiamento di sede: mentre lo scorso anno le lezioni si tenevano presso la sede della Facoltà di Economia, questa volta, nonostante l’università abbia offerto la disponibilità delle sue aule, avevamo necessità dei tecnici e della strumentazione per le proiezioni filmiche. Per questo le lezioni si tengono presso la scuola superiore “Pacinotti”. Credo che tale spostamento sia stato un ostacolo alla loro partecipazione.

Cosa vi aspettate dai ragazzi al termine delle lezioni? Quale obiettivo si pone il vostro corso?

Vogliamo stimolare alla riflessione. Spero che anche chi non condivide tutti i temi del corso, alla fine abbia almeno avuto la possibilità di pensarci su. Si affrontano argomenti molto importanti, come l’emigrazione dei minori non accompagnati, la loro accoglienza ed il diritto all’ascolto, tematiche che devono far pensare.

L’impegno dell’Unicef con l’Università supera i confini regionali. Ogni anno, infatti, vengono organizzati corsi universitari: i numeri parlano di oltre 2000 studenti partecipanti e convenzioni con numerosi atenei del territorio nazionale. Come si colloca, all’interno di questo scenario, la realtà tarantina?

Questo è solo il secondo anno che organizziamo e diffondiamo il Corso Universitario Multidisciplinare a Taranto, ma sul territorio nazionale ci sono realtà universitarie molto radicate con i corsi Unicef: è quello che vorremmo fare anche nella nostra città. Con il tempo, ci riusciremo, ce la faremo. Le scuole superiori e le università tarantine hanno dimostrato grande interesse e voglia di collaborazione. Il nostro obiettivo è diffondere e ripetere ancora questa esperienza.

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