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24 Maggio 2012

Vaccino contro i linfomi: le difficoltà della sperimentazione

 

Una delle battaglie più complesse e difficili che la medicina e la ricerca devono affrontare nel nostro secolo è quella contro il cancro. A rendere complicato il percorso sono molte volte gli alti costi che la sperimentazione richiede per la specificità del prodotto ed i lunghi tempi di studio.

Il CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano (PN) ed Areta International sembrano aver trovato una maniera per ovviare al problema.

I ricercatori hanno dimostrato, analizzando le somiglianze tra differenti sottotipi di linfomi, la possibilità di sintetizzare in vitro un numero limitato di vaccini da utilizzare su un ampio numero di pazienti. Si attendono solo le autorizzazioni da parte del Ministero della Salute per dare il via alla sperimentazione.

In un’ intervista pubblicata su MedicinaLive” Riccardo Dolcetti, uno dei responsabili del CRO e presidente della Società Italiana di Cancerologia, ha affermato:

“Da alcuni anni sono allo studio lavori di immunoterapia volti a potenziare le risposte immunitarie dei pazienti nei confronti del cancro, strategie che si basano generalmente sulla produzione di vaccini antitumorali specifici per ogni paziente. Sebbene si siano dimostrate molto efficaci in studi clinici sperimentali, queste nuove terapie restano poco praticabili all’esterno di centri altamente specializzati, a causa della complessità della produzione dei vaccini, che necessita di tempi lunghi ed è gravata da costi elevati“.

Un risultato di notevole importanza considerando l’ impatto che questo tipo di tumori ha sulla popolazione. Infatti, i linfomi rappresentano la terza più frequente neoplasia nel mondo, il 5% di tutti i tumori maligni.

 

Maggiori informazioni sul sito web: http://www.cro.sanita.fvg.it/

 



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