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3 giugno 2012

A una veterinaria il premio Italia per le Donne e la Scienza

E’ stato da poco assegnato il premio “l’Oreal Italia per le Donne e la Scienza“, riconoscimento nazionale all’interno dell’iniziativa internazionale “L’Oreal Unesco for Women and Science”, che ha assegnato quest’anno a cinque ricercatrici su trecento una borsa di studio di 15000 euro per portare avanti le loro ricerche. A presiedere la giuria l’oncologo Umberto Veronesi che si è trovato a dover scegliere tra i lavori di ricercatrici laureate in Scienze della Vita e della Materia per decidere quale studio fosse quest’anno meritorio di ricevere premio e sovvenzione.

A vincere è stata Federica Franciosi, una veterinaria di 32 anni laureatasi all’Università di Milano, specializzata in riproduzione e sviluppo dei mammiferi, con un progetto volto a incrementare la sicurezza e l’efficacia della procreazione assistita in ambito veterinario; l’Unesco le permetterà di proseguire per altri dieci mesi i suoi studi nel Radiolab del Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute di Milano attraverso l’osservazione dello sviluppo in vitro di ovociti equini con lo scopo di valutarne la sicurezza tecnica e gli eventuali rischi epigenetici per sviluppare procedimenti utili all’applicazione su donne e neonati.

Dottoressa e ricercatrice a pieno titolo dal 2005  si è occupata prevalentemente di biologia della riproduzione e dello sviluppo, biotecnologie applicate alla riproduzione assistita nelle specie domestiche ed in biomedicina, studio delle modificazioni della cromatina e dell’assetto epigenetico durante il differenziamento del gamete femminile. Insieme a lei altre quattro ricercatrici hanno portato a casa il premio, sono Maria Giovanna Dainotti, astrofisica relativista; Elena Fortunati, ingegnere dei materiali; Monica Scognamiglio, biologa e Valeria Manera, psicologa.

Veronesi ha sottolineato l’importanza fondamentale della ricerca e il ruolo di primo piano delle donne  le quali, pur avendo a che fare con un ambiente non certo alieno dalla discriminazione e troppo spesso fallocentrico, dimostrano «una costanza e un impegno molto forti, insieme a una grande e irremovibile motivazione. Questo – ha proseguito il celebre oncologo – fa di loro un esempio imprescindibile per le generazioni future».

 

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