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15 giugno 2012

L’Università di Perugia per un turismo slow

Si è svolto il 13 e 14 Giugno il convegno Cittàslow nelle città di Perugia ed Orvieto: protagonista indiscussa l’Università di Perugia che in collaborazione con la Cittàslow International, ha dato vita ad un importante dibattito sul tema del turismo e il suo sviluppo nelle città  e località minori.

Studi e approfondimenti esposti in favore di un valore, quello della lentezza, da recuperare e rendere fruibile nel modo più consono e frizzante, al fine di far apparire una piccola meta turistica, come un paese, appetibile in confronto al ventaglio di opzioni che presenta il mercato turistico competitor delle grandi, dove spesso ormai vige la regola della cultura turistica di massa.

Si è riflettuto sul tema della qualità e della sostenibilità locale come chiavi di volta per il successo delle località minori: favorita la messa a punto di vere e proprie strategie che alla ricerca dell’autenticità, intendono proporre un luogo che anche se ridotto per superficie, risulti poi agli occhi dei visitatori unico per qualità, identità e possibilità offerte.

La strategia dello sviluppo locale permette di consolidare le pratiche sociali in loco, creando coesione e promozione mira ad un’ideale di  società più compatta e solidale, attenta alle esigenze del turista e al suo “pellegrinare”, mantenendo al top la fruibilità dei servizi offerti.

Nel valore della lentezza è riconosciuto il turismo del futuro e l’Università di Perugia ha voluto promuovere grazie a questo convegno una metodologia di pensiero, un business che guarda anche alle migliori pratiche già in uso nei territori delle Cittàslow internazionali e di altre realtà che hanno concepito a pieno le forme del turismo slow, come quello esperienziale, sportivo, culturale e il tanto prestigioso enogastronomico. Sfuggire alla freneticità della quotidianità per immergersi in una dimensione rilassante che scorre lenta, dove poter ritrovare se stessi e assaporare cultura, riscoprendo l’essenza della parola vacanza.

Il nostro Paese è ricco di nicchie turistiche e le possibilità che offre questa forma di terziario non può non essere considerata. Ci auguriamo allora sia “fast” la diffusione slow.

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