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24 giugno 2012

Scoperta Nuova Malattia Rara

L’amiloide è una sostanza zigrinata prodotta in seguito alla trasformazione di una proteina da solubile ad insolubile. Talvolta, l’incremento dei depositi d’amiloide nei diversi organi e tessuti del corpo umano causa l’ingrossamento e l’arresto della funzione degli stessi, concitando l’amiloidosi, una malattia caratterizzata da un’alta percentuale di mortalità.

Per molti ricercatori scientifici, le inspiegabili mutazioni strutturali e le differenti sintomatologie riscontrate nei pazienti, sono tali da impedirne una tempestiva e completa eradicazione dello stato patologico.

Infatti, la diagnosi tardiva dell’amiloidosi rappresenta una vera e propria spina nel fianco, in grado di indurre, con cadenza sistematica, alla cessazione irreversibile delle funzioni dell’encefalo. Esistono tre forme di amiloidosi: l’A. AL, l’A. AA e le A. ereditarie.

Di recente, uno studio, pubblicato su di una rivista scientifica inglese, coordinato dal prof. Vittorio Bellotti dell’Università di Pavia, ha dimostrato l’esistenza di una nuova forma di amiloidosi causata dalla proteina beta2-microglobulina.

La scoperta è stata eseguita grazie alla collaborazione con l’equipe del prof. Martino Bolognesi dell’Università Statale di Milano, con il gruppo del prof. Mark Pepys della London University e con il sostegno economico delle istituzioni italiane.

Secondo le principali fonti di divulgazione scientifica internazionale, questa scoperta ha il pregio di svelare alcuni meccanismi molecolari della patologia e di porre le basi per la sperimentazione di nuove ed efficaci cure.

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