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26 Giugno 2012

Smartphone e netbook: quando il lavoro ci segue anche in vacanza

Fenomeno tablet, smartphone, netbook: sono ovunque, ci hanno conquistati.

A tal punto che riusciamo a controllare senza problemi qualsiasi contatto con l’esterno da qualsiasi posto in qualsiasi momento, grazie alla connessione internet, spesso parte integrante di questi apparecchi, o facilmente ottenibile tramite le numerose e spesso vantaggiose offerte dei piani tariffari per gli abbonamenti.

Social network, email: non serve più rimanere davanti ad un computer, il nostro mondo virtuale ci segue nelle nostre borse e tasche, a portata di “touch”, e con lui anche quello lavorativo.

Infatti, se possiamo noi contattare il mondo esterno in un minuto, anche il mondo esterno può farlo con noi.

Secondo una ricerca Regus, condotta su circa 16.000 partecipanti in oltre 80 paesi, tra cui l’Italia, il 78% dei lavoratori italiani non riuscirà a liberarsi dal lavoro durante le vacanze.

Il 49% ha dichiarato che lavorerà per tre ore al giorno, il 16% anche di più. Addirittura per il 14% la vacanza non esisterà affatto, tra chiamate e email che impegneranno tutto il tempo.

Non si parla solo delle vittime del fenomeno social network come veicolo di facilitazione comunicativa e sociale, che spesso si ritrovano a sostituire virtualmente contatti che dovrebbero essere in presenza, di persona, ma anche di un altro tipo di vittime: i lavoratori in vacanza.

Come riuscire ad evitare che questo accada e goderci il meritato riposo? L’unica, apparentemente, sembrerebbe quella di spegnere ogni dispositivo e “staccare” tutto, da tutto.

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