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17 giugno 2012

Voyager 1 sta per lasciare il nostro sistema solare

La Voyager 1 sta per abbandonare il nostro Sistema Solare. In questo momento la sonda della NASA si trova, infatti, sulla soglia dello spazio interstellare nell’atto di oltrepassare i confini della porzione di galassia a noi conosciuta, per spingersi verso lo spazio profondo in un passaggio epocale atteso da 35 anni.

Sole e Sistema Solare

Sole e Sistema Solare

Fu lanciata il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral, a bordo di un razzo Titan-Centaur, in un’orbita che le avrebbe permesso di raggiungere Giove per primo. La sonda iniziò a studiare e fotografare il pianeta nel gennaio 1979. Successivamente si diresse verso Saturno.

Il punto massimo di avvicinamento fu raggiunto il 12 novembre 1980, quando passò ad una distanza di poco più di 120.000 chilometri dal pianeta. La sonda fotografò le complesse strutture dei caratteristici anelli e si soffermò a studiare l’atmosfera di Saturno e di Titano. A partire da allora la Voyager 1 sta proseguendo indisturbata verso l’esterno del sistema solare.

Nel 1990 l’astronomo e divulgatore scientifico Carl Sagan ebbe l’idea di girare la fotocamera della sonda. Fu così che la Voyager 1 scattò la sua più celebre fotografia, la Pale Blue Dot (pallido punto blu), che è una fotografia del pianeta Terra scattata dalla distanza di sei miliardi di chilometri.

Attualmente, spiegano gli esperti Nasa, la sonda si trova a oltre 16 miliardi di chilometri di distanza dal Sole e continua a trasmettere dati. L’imminente sconfinamento della sonda è rivelato dai segnali completamente nuovi che provengono dal flusso di particelle cosmiche, registrato dalla strumentazione di bordo. Le variazioni registrate recentemente attestano un drastico cambiamento rispetto alla situazione rilevata finora all’interno del Sistema Solare.

La sonda, che si accinge ad esplorare la Via Lattea, è alimentata da batteria nucleare RTG che le permetterà di funzionare fino al 2025, quando avrà raggiunto oltre 25 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra.
Tuttavia nel 2025 la comunicazione con la sonda sarà incerta perché il giroscopio, che permette di tenere orientata l’antenna verso la Terra, smetterà di funzionare nel 2016 quando è previsto che la sonda si trovi a una distanza dal Sole compresa tra 133 e 138 UA.

L’8 aprile 2012 la Voyager 1 si trovava nell’eliopausa, a una distanza di 120,287 UA (equivalenti a 16,673 ore luce 17,995 miliardi di km) dal Sole, cioè nella bolla che il vento solare crea nel mezzo interstellare. Nel bordo più esterno di questa bolla il vento solare non è più in grado di spingere indietro il mezzo interstellare. Questo bordo è conosciuto come eliopausa.

La sonda si sta allontanando dal sistema solare a una velocità di 17,048 km/s, pari a 3,596 UA all’anno ed è in leggero rallentamento a causa dell’attrazione solare. In base alle previsioni la sonda dovrebbe raggiungere e analizzare lo spazio interstellare nel 2014, successivamente potrebbe raggiungere e analizzare anche l’ipotetico muro d’idrogeno situato tra l’eliopausa e il bow shock (letteralmente onda d’urto di prua), però sarà impossibile che la sonda sia ancora funzionante nel 2042 quando raggiungerà il bow shock situato a circa 230 UA dal Sole.

Voyager 1 porta con sé un messaggio dell’umanità destinato ad un’eventuale civiltà extraterrestre, contenuto in un disco registrato di rame e placcato d’oro (il cosiddetto Voyager Golden Record) che contiene immagini e suoni della Terra, insieme alle istruzioni su come suonarlo, nel caso qualcuno lo trovasse. A breve inizierà, dunque,  una nuova era dell’esplorazione spaziale e in queste settimane gli esperti analizzano freneticamente i dati inviati dalla sonda per riconoscere i segnali che annunceranno l’atteso passaggio del confine.

Daniela Angius

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