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27 luglio 2012

Il Bancomat si evolve

Croce e delizia degli scassinatori moderni, il Bancomat è diventato, negli ultimi anni, un utilissimo strumento di circolazione del denaro, dopo la sua prima comparsa nel nostro Paese intorno agli anni ’70.
Chi, magari studente fuori sede, non si affida (almeno in parte) per il proprio budget alle “ricariche” fatte sulla propria tessera Bancomat? Chi, titolare di un conto corrente, non preleva ormai quasi esclusivamente dallo sportello automatico piuttosto che dal cassiere della propria banca?

Proprio l’incremento nell’utilizzo degli sportelli Bancomat (genericamente definiti anche sportelli ATMAutomated Teller Machine) ha fatto sì che si assistesse nel giro di poco tempo ad una loro evoluzione ed informatizzazione che, ad oggi, li rende davvero in grado di eseguire molte delle operazioni che prima erano delegate all’uomo (con notevoli margini di profitto per le banche, che da un lato risparmiano in costi di gestione e dall’altro applicano sulle operazioni un tasso di commissione).

Secondo l’associazione dei produttori di terminali ATM, la ATMIA, gli sportelli attualmente installati a livello mondiale sono poco più di due milioni, con una previsione di crescita fino a tre milioni entro il 2016. Molti di questi sportelli, dunque, grazie all’integrazione di servizi fornita dalla tecnologia, consentono non soltanto di prelevare e versare denaro contante (c.d. cash recycling services), ma anche di effettuare il pagamento di un’utenza (ad esempio una bolletta telefonica) e di ricaricare una scheda telefonica cellulare. Inoltre, le banconote versate allo sportello, dopo essere state verificate da uno scanner interno, vengono ridepositate nella cassa continua, rifornendo il terminale di denaro liquido per i prelievi successivi.

E se già alcuni atenei italiani, peraltro, danno la possibilità di pagare le tasse universitarie attraverso gli sportelli automatici, diversi istituti di credito nel mondo permettono ai propri clienti di compilare, proprio allo sportello ATM, un form per inoltrare una richiesta di mutuo alla banca stessa (c.d. ATM Loan).

L’implementazione di servizi negli sportelli automatici è dovuta, evidentemente, anche alla crescita nell’utilizzo del denaro contante, che sempre secondo l’ATMIA si attesta su un +9% mondiale tra il 2005 e il 2009; trend positivo che, però, potrebbe non riflettere la situazione italiana, vista la recente introduzione di misure volte a limitare la quantità di cash in circolazione a fini di prevenzione contro il riciclaggio.

Ma l’evoluzione tecnologica del Bancomat sembra non fermarsi: nel Regno Unito, infatti, i clienti della RBS (Royal Bank of Scotland), possono scaricare sul proprio smartphone o tablet una app, chiamata GetCash, che consente loro di ottenere fino a 100 sterline in contanti…senza tessera Bancomat. Tramite l’applicazione, infatti, il cliente fa la richiesta di denaro, ricevendo in risposta un pin a sei cifre che, una volta digitato nel tastierino dello sportello ATM, sbloccherà l’erogazione.
Il senso della app è quello di evitare che, chi scordi a casa il portafoglio o la propria carta, si trovi a tasche vuote senza poter prelevare un soldo, ma rappresenta al tempo stesso uno spunto interessante per il futuro prossimo, dove, magari grazie alle piattaforme cloud, potremmo doverci dimenticare di carte di credito, tessere Bancomat, prepagate e ricaricabili, interagendo con sportelli ATM in grado di farci prenotare il ristorante, metterci in video conferenza con un operatore bancario per assistenza, pagare il conto della lavanderia e, perché no, consentirci il check-in del volo che prenderemo.

Fonte foto http://www.vostrisoldi.it 

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