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15 luglio 2012

Marte: La bellezza e la Verginità della Terra Rossa

Sono passati ormai ben 15 anni da quando la prima sonda targata Nasa approdò sulla superficie del Pianeta Rosso. Nel 1997, la Mars Pathfinder diede inizio ad una nuova ed incantevole saga spaziale, foriera d’emozioni miscelate in un’osmosi d’immagini catturate ed inviate sulla Terra, per il bene dell’umanità e per amore della conoscenza.

La sconfinata ed inebriante bellezza delle immagini marziane proietta una luce incandescente, edulcorante, ipnotica ed in grado di smorzare i toni di quell’alone di mistero che da sempre ci separa dall’infinito. L’infinito è la pura essenza del tutto, una coltre che dardeggia al di là del bene e del male e che riflette ombre ipnotiche, effigi asimmetriche, lande di mondi sconosciuti e, pertanto, bramati dall’uomo.

L’umanità è un tassello nevralgico dell’universo: ciascun essere umano possiede dentro di se l’energia cosmica che alberga in ogni angolo dell’architettura spaziale. Un’architettura gloriosa, intensa, colma di bellezza, capace di aprire i cuori e le pineali della gente, di renderla edotta sull’esistenza del maestoso principio cosmico dell’Unum e di trasmetterle immagini dall’immediato impatto visivo, raffiguranti le effigi dell’ascoso e familiare retaggio interplanetario, insito nei più remoti antefatti della memoria collettiva.

L’universo si è sviluppato gradualmente. Secondo la cosmologia inflazionaria, in principio regnava un vuoto semplice e simmetrico. Non esistevano galassie, né pianeti ed ogni cosa era allo stato embrionale. Il percorso evolutivo, però, conobbe proficue ed incantevoli variazioni con l’avvento dell’asimmetria, ovvero del contrasto tra materia ed antimateria. Dopodichè, l’assemblaggio gravitazionale degli elementi chimici diede origine ai sistemi interplanetari, ergo alle prime forme di vita intelligenti.

Al di là delle dispute tra creazionismo ed evoluzionismo, la scienza ufficiale sostiene che la vita si sia sviluppata attraverso processi biologici evolutivi caratterizzati dalla progressione nevralgica di microrganismi primordiali, generata grazie all’osmosi catartica di tre elementi: carbonio, idrogeno ed ossigeno. Da non sottovalutare, però, è la funzione svolta dalle meteoriti, il cui impatto con la Terra, secondo la teoria della Panspermia, avrebbe innescato la scintilla iniziale da cui ebbe origine il dinamismo planetario.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che il cammino della conoscenza scientifica è appena iniziato. Sono tanti gli enigmi privi di soluzione e poche le certezze concernenti le origini dell’universo. A recidere i grovigli del vuoto che ci separa dalla conoscenza e dalle origini della vita, probabilmente, potrà essere l’indagine comparativa condotta sul Pianeta Rosso, grazie alla quale la scienza spera di individuare sfumature, simmetrie e somiglianze che saranno in grado di trasmettere gli indizi e gli anelli mancanti relativi alla storia della Terra.

Le immagini immortalate dal Rover Opportunity, pubblicate di recente sul sito della Nasa, hanno il pregio e la virtù di proiettare l’osservatore in un mondo incontaminato, statico, silenzioso e per certi versi incantevole, nel quale ogni singolo atomo traspare brama di conoscenza, ogni scorcio di landa riflette barlumi di una creazione più che spettacolare.

L’opera della creazione celeste non può e non deve essere paragonata, in alcun modo, ai dipinti, alle strutture ed alle sculture umane. Le capacità creative dell’uomo sono direttamente proporzionali alla percezione sensibile del mondo. La creazione divina, invece, non ha limiti né condizioni, perché deriva dall’algoritmo posto alla base dell’osmosi tra materia ed antimateria.

Nel caleidoscopio emozionale offerto dal mosaico d’effigi condiviso della Nasa, è possibile scorgere l’essenza stessa della bellezza, il suo maestoso silenzio, la sua sublime veemenza, la sua dolce ed atavica desolazione.

La creazione è la più grande opera d’arte che sia mai esistita. Le immagini nude di un Pianeta spoglio, vergine, acre e glabro riecheggiano l’ipostasi dell’unica forma di bellezza percepibile mediante i sensi: la purezza della sostanza.

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