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10 luglio 2012

Quanto e cosa c’è nelle bottiglie d’acqua?

Il Laboratorio di Controllo di Qualità e Sicurezza Alimentare e Nutraceutici della Facoltà di Farmacia della Federico II ha voluto condurre delle analisi per poter rispondere a questa domanda. Sotto l’attenta guida dei professori Alberto Ritieni e Gian Carlo Tenore il laboratorio ha analizzato 27 marchi, tra i più presenti e diffusi nella distribuzione grande e piccola, di acqua minerale.

L’obiettivo è stato quello di determinare se i vari tipi di acqua minerali potessero essere assunte senza nessun problema dai neonati e dai bambini. Le sostanze presenti nell’acqua sono diverse, ma sono tre quelle da tenere d’occhio e controllare: arsenico, nitrati e ione fluoruro. Perché un’acqua sia utilizzabile dai più piccoli per i nitrati il limite si pone a 10 mg/L, contro 45 mg/L ammesso come limite per gli adulti, per l’arsenico il limite è univocamente posto a 10 microgrammi/L indipendentemente l’età e per la sua maggiore pericolosità, per il fluoro non si consiglia di superare gli 1,5 mg/L nel caso di acque da usare per bambini di età inferiore a sette anni.

L’eccesso dei composti azotati è il chiaro indicatore d’inquinamento delle falde e la loro presenza oltre i limiti consentiti è sempre un pessimo segnale. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro classifica l’arsenico come cancerogeno certo per l’uomo, i limiti sono molto più bassi poiché il pericolo derivante alla sua esposizione è molto grave. Nel caso dello ione fluoro, un suo eccesso può originare dei danni ai denti per le fluorosi associate ad un eccesso.

I risultati delle analisi hanno dimostrato in nessuno dei marchi presi in analisi si è superato il limite posto per il fluoro, in un solo caso si è registrato un valore eccessivo per quel che riguarda la presenza dell’arsenico. Il risultato più preoccupante è che il 15% dei marchi ha superato il valore soglia dei nitrati posto per i più piccoli rendendole di fatto non adottabili per questa fascia di età.

Attualmente le ditte produttrici non hanno l’obbligo di fornire al consumatore tutti i dettagli e tutti i valori delle sostanze presenti nell’acqua. Questa mancanza d’informazione e queste lacune informative non permettono al consumatore di poter scegliere al meglio quale tipo di acqua utilizzare a seconda dell’esigenza. La preoccupazione si rende ancora più concreta quando alla mancanza di informazioni si accompagna la reale presenza di ioni indesiderati, ad esempio i nitrati, in quantitativi non adatti al consumo per i più piccoli.

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