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23 luglio 2012

Torino, nuovo Rettore a dicembre?

Un nuovo Rettore, ora e subito.

È un messaggio chiaro e tondo che sembra trapelare da ogni angolo dell’università di Torino, ed ha un unico destinatario: Ezio Pelizzetti, il Magnifico.

Il tira e molla sembra ormai giunto alle battute finali. Non è dopotutto un mistero che le divergenze tra Pelizzetti ed il Senato accademico fossero già di per sé insanabili.

Ora però, qualcuno ha deciso che una volta per tutte si fa sul serio: basta temporeggiare, le nuove elezioni non possono più attendere.

Mentre il Senato era impegnato a discutere dei nuovi regolamenti sulle tasse, il gruppo storico di “docenti indignados” con a capo Raffaele Caterina (direttore del Dipartimento di Giurisprudenza) ha fatto la sua mossa: una mozione che consenta di abbreviare le pratiche per la nomina del prossimo Rettore.

Della tanto decantata proroga sino al 2012-13, i dissidenti continuano a non voler sentir parlare; la proposta contenuta nella mozione permetterebbe di procedere già ad inizio ottobre con l’insediamento dell’assemblea che discuterà le regole per le prossime elezioni.

A quel punto, starà al decano stabilire la data definitiva; l’appuntamento con le urne sarà preceduto da circa un mese da campagna elettorale, ma si prevede che già entro dicembre o gennaio Pelizzetti dovrà cedere il testimone al suo successore.

L’esito del voto è un segnale inequivocabile: la mozione è infatti passata con una maggioranza “monstre” (addirittura un solo voto contrario); non soltanto il corpo docenti, ma anche tutti i ricercatori hanno deciso di far fronte comune affinché il ricambio ai vertici dell’ateneo possa finalmente realizzarsi.

Soddisfazione unanime nel comitato anti-proroga. Fabio Armao, della Facoltà di Scienze Politiche, rincara la dose sulla questione del prolungamento del mandato: “non è un obbligo, bensì un’opportunità, e su questo tema il senato accademico ha dato un segnale chiaro: tutte le componenti dell’ateneo concordano sul fatto che non si possa mantenere l’attuale cda”.

Raffaele Caterina sottolinea come non si tratti di “questioni personali, il processo di cambiamento va gestito da chi guiderà l’Ateneo nei prossimi anni”, mentre il preside di Lettere Lorenzo Massobrio ritiene necessario “evitare che i futuri organi di governo si ritrovino svuotati di potere, con le questioni importanti alle spalle e ormai decise”.

Di diverso avviso il Prorettore Sergio Roda, che al contrario invita a non dar nulla per scontato: “La mozione votata dal senato invita soltanto a fare più in fretta possibile per la nomina del nuovo rettore. Il dopo sarà una partita tra il magnifico eletto e quello in proroga. Ma il cda oggi in carica dovrà essere comunque prorogato, anche perché a novembre sarà chiamato ad approvare il bilancio dell’ateneo.

Non lascio fino all’elezione del mio successore. Ad urne chiuse valuterò cosa fare con il futuro rettore”, ha fatto sapere Pelizzetti. Che apre al dialogo, ma neppure getta definitivamente la spugna. E ora?

 

fonte immagine: www.lastampa.it

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