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1 settembre 2012

Insonnia? Colpa di Tablet e iPhone

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante, dando così la possibilità a moltissimi utenti di usufruire di svariate applicazioni, talvolta utili, talvolta un po’ meno. Fra smartphone, tablet e altri prodotti hi-tech ormai non ci manca quasi più niente, il mondo è a portata di click (o, in questo caso, di “touch”) e grazie alle sempre più interessanti novità proposte dal mercato abbiamo la possibilità di svolgere varie attività attraverso oggetti sempre più piccoli e sofisticati.

Ma, come tutti noi ben sappiamo, non è tutto oro quel che luccica, e qualche risvolto negativo, ovviamente, è presente anche nella nuova tecnologia “intelligente”. A risentirne, come spesso accade, è principalmente il nostro organismo, soprattutto se si trova in fasi delicate quali la crescita e l’adolescenza.

Gli esperti già da tempo erano al corrente degli effetti poco salutari di computer & co. – ansia, stress, depressione, deficit di attenzione, iperattività… – ma è bastata un’altra ricerca per aggiungere alla già lunga lista un altro sintomo emblema delle nuove generazioni: l’insonnia.

Lo studio, svoltosi presso il Lighting Research Center del Rensselaer Polytechnic Institute di New York, ha evidenziato come l’esposizione prolungata alla luce di iPad e smartphone sia in grado di ridurre drasticamente la produzione di un ormone fondamentale secreto durante il sonno, chiamato melatonina.

La melatonina, secreta durante la notte dalla ghiandola pineale, giunta l’oscurità si espande rapidamente all’interno del sangue fino a raggiungere un picco massimo, da cui poi scende con le prime ore di luce del mattino. Secondo gli studiosi statunitensi, l’utilizzo spropositato di queste nuove tecnologie nuoce gravemente alla produzione dell’ormone, ma soprattutto provoca seri problemi al ritmo veglia-sonno.

Per giungere a tali conclusioni, gli esperti hanno esaminato accuratamente un gruppo di 13 volontari, perlopiù adolescenti, ai quali è stato chiesto di utilizzare iPhone e tablet per un periodo prolungato. Le analisi hanno confermato tutto: bastano 2 ore di illuminazione artificiale per eliminare il 22% di melatonina presente nel nostro corpo. Ancora peggio è l’esposizione alle tecnologie poco prima del riposo notturno: il rischio di incorrere nell’insonnia incrementa vertiginosamente.

Cosa fare allora? Semplice: la soluzione sarebbe quella di ridurre l’utilizzo di prodotti tecnologici dotati di questo tipo di illuminazione, in attesa che i produttori si adeguino alle necessità dell’organismo – come richiesto dagli stessi scienziati statunitensi. Nel frattempo, in alternativa a cellulari e computer, si potrebbe tornare ai vecchi e cari libri, sicuramente più sani, sia per il corpo che per la mente.

fonte immagine: www.life.wired.it

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