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14 settembre 2012

La riforma della tassazione dell’Università di Torino

Importanti cambiamenti all’Università di Torino dove è stato approvato un nuovo sistema di tassazione. Il modello è decisamente più equo se si pensa che propone delle tasse “personalizzate” per ogni studente basandosi sul reale reddito di ognuno. Altra novità è quella di un sistema contributivo progressivo, in cui l’incidenza sul reddito ha un peso minore per le fasce più basse e uno maggiore per quelle più alte. Si tratta di un’innovazione alquanto considerevole se si pensa che sono stati gli stessi studenti ad averla ideata. Il rappresentante degli studenti in senato accademico, Marco Viola, spiega che erano anni ormai che cercavano di ottenere concrete riforme della tassazione universitaria senza però ottenere risultati. Dopodiché sono stati gli studenti stessi a mettersi all’opera, idealizzando e creando questo nuovo sistema che quest’anno è stato finalmente approvato dal Senato accademico e dal Cda.

Natalina Bolognesi, direttore della divisione didattica e segreterie studenti, spiega in che cosa consiste il nuovo sistema, come dichiarato nell’articolo apparso su corriere.itIl calcolo delle tasse è personalizzato, in pratica ogni iscritto pagherà importi differenti in relazione al suo reddito reale. Un calcolo proporzionale in base alla condizione economica di ogni singolo studente, attraverso un coefficiente da moltiplicare all’indicatore economico ISEE”. Il nuovo modello è stato sviluppato e creato da uno studente di Fisica, Giuliano Antonicielli, assieme ad alcuni studenti del corso e dell’università: “Abbiamo valutato il sistema per mesi, includendo delle proiezioni statistiche per capire se esso potesse influire sul gettito percepito dall’ateneo; alla fine abbiamo riscontrato che questo modello contributivo è più sicuro del precedente anche per le casse universitarie”.

La novità più rilevante è il fatto che si tratta di un criterio basato sulla progressività, come spiega Marco Viola, “in passato in proporzione al reddito le fasce più basse pagavano più tasse di quelle alte; il nostro obiettivo era di eliminare tali squilibri, rendendo più equo il sistema”. E così sarà, perché il nuovo modello prevede appunto un’incidenza delle tasse minore per chi ha un reddito più basso e al contrario, una maggiore per coloro che hanno un reddito più alto. Altro punto di questa importante riforma è l’introduzione di una suddivisione per fasce anche per le seconde lauree, che fino ad oggi pagavano il massimale senza tener conto del reddito dello studente. Infine, sono state eliminate le tasse extra che gli studenti di particolari facoltà dovevano pagare per materiali e laboratori. Questi soldi non verranno persi dall’ateneo, semplicemente quel ricavo sarà ampliato a tutti e riassegnato alle facoltà in questione dall’amministrazione centrale. In questo modo si eviteranno gli abbandoni degli studi da parte degli studenti a causa di costi troppo elevati. L’obiettivo ora rimane quello di diffondere questo sistema a tutti gli atenei italiani.

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