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27 settembre 2012

Merendine ipocaloriche con involucro commestibile

Gli snack oltre a contenere conservanti e ad essere ipercalorici condividono con tanti altri prodotti di largo consumo, alimentari e non, il problema del packaging.

Al contenitore del prodotto dobbiamo, inoltre, aggiungere l’ imballaggio secondario che raggruppa più prodotti ed un terzo tipo di imballaggio per il trasporto. Le grandi e piccole industrie hanno puntato nel corso degli anni più sull’ aspetto estetico del confezionamento che su quello ecologico.

I ricercatori della Facoltà di Agraria dell’ Università di Foggia hanno creato una glassa per merendine e prodotti dolciari che bandisce i conservanti (etanolo, derivati dell’ anidride solforosa e vari tipi di additivi alimentari) e rende questi alimenti più sani ed un “film edibile”, una pellicola commestibile, quindi del tutto biodegradabile.

La professoressa Carla Severini in un’ intervista pubblicata su “www.ambienteambienti.com” ha spiegato come questo nuovo tipo di packaging permetta di eliminare gli imballaggi multipli necessari, ad esempio, nei prodotti da forno per evitare la reidratazione: «i nostri prodotti, invece, possono essere confezionati, molto semplicemente, in un solo materiale che sia in grado di fare da barriera al vapore d’acqua: grazie alla ricopertura superficiale, infatti, il prodotto è protetto di per sé da migrazioni interne di umidità, che potrebbero portare al suo indurimento o alla formazione di condensa dentro la confezione, cosa che comprometterebbe la conservabilità del prodotto. Inoltre non è necessaria l’atmosfera protettiva, ma è sufficiente quella ordinaria».

Il brevetto è in fase di deposito e sebbene un’ analisi di mercato condotta sempre dall’ Università di Foggia stabilisce che più del 90% dei consumatori acquisterebbe questo nuovo prodotto anche a scapito del risparmio bisogna comprendere quanto le grandi imprese siano effettivamente interessate a questa innovazione.

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