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15 settembre 2012

Rettore e fratello in Unict: scoppia la bufera

Anche un’iniziativa meritoria come la creazione di una web tv universitaria può portare dietro di sé violenti contrasti, in Italia. Lo dimostra la bufera di polemiche scatenatasi in queste ore, dopo la nomina di Severino Recca a consulente presso l’Unict.

Il 23 agosto 2012, come riferisce il sito Ustation.it, nella sezione “Avvisi e notizie” del sito unict, si annuncia la nascita della nuova web tv d’ateneo che “andrà ad arricchire il bouquet di strumenti di comunicazione di cui l’Università etnea è già dotata (il Bollettino d’Ateneo e Radio Zammù) e che fanno di essa – unitamente, fra le altre, alle università romane, di Torino e di Lecce – una delle realtà leader in Italia per quel che concerne i mass media universitari“.

Soddisfatto il commento del rettore Antonino Recca: “L’iniziativa si inquadra nell’ambito del progetto BRIT, finanziato integralmente dal Miur con fondi PON 2007-2013. La piattaforma televisiva sarà destinata anzitutto alla distribuzione di contributi multimediali connessi alle iniziative di ricerca e di terzo settore che l’Ateneo riuscirà a sviluppare all’interno della nuova infrastruttura meglio nota come ‘Torre biologica‘. La nuova web tv consentirà anche di intensificare l’azione di job placement che vede l’Università di Catania attualmente impegnata nello sviluppo di una prestigiosa joint venture con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali” (Ustation.it).

Sul fronte del Job Placement si è deciso di includere nel progetto il COF, il Centro Orientamento e Formazione, sede dell’Ufficio Placement, incaricato di reclutare gli addetti al job placement per la web tv. Nel frattempo con il bando n. 1845, del 23 maggio scorso, sono assunte subito 3 persone, con la carica di responsabile di produzione, di responsabile di palinsesto e di responsabile della regia.   

Il tutto “prima della gara per le attrezzature tecniche“, fa notare ancora il sito Ustation.it.

L’amministrazione decide frattanto di coinvolgere anche 3 consulenti esterni. Ai candidati si richiede la laurea e una comprovata esperienza presso emittenti televisive operanti sul territorio regionale.

Il compenso non è da poco: si tratta di  18.000 euro lordi per un anno.

Scaduto il 23 giugno il bando, l’ateneo di Catania comunica i nomi dei vincitori: si tratta della dott.ssa Rosaria Macauda,  del dott. Bonatesta Christian,  e del dott. Severino Recca.

E’ stato subito chiaro che non si trattava di un caso di omonimia: nato a Catania il 26/01/1954, Severino è il fratello minore del rettore Recca. Severino Recca ha lavorato per anni per Antenna Sicilia/Teletna, emittenti tv catanesi ben affermate sul territorio e appartenenti al gruppo Ciancio.

Certo, Severino Recca ha sulla carta tutte le caratteristiche curriculari per partecipare e vincere la selezione, e forse qualcuno penserà pure che escludere un personaggio con un’esperienza del genere alle spalle potrebbe configurarsi come una discriminazione “al contrario”, come l’esclusione di un professionista esperto a causa del cognome “importante” che lo segue ovunque.

Ma in molti si sono chiesti se era il caso di affidare proprio al fratello del rettore un incarico del genere, come implicitamente accade sul sito Sudpress.it, dove la notizia è riferita non senza una certa ironia che traspare già dal titolo del pezzo “Fratelli magnifici“. Altri danno per certo di essere in presenza dell’ennesimo, solito, vecchio scandalo da “parentopoli” all’italiana, come si legge su uninews24.it, dove si parla apertamente di “Consulenze ad personam“.

Ma la reazione più accesa viene dal Movimento Studentesco Catanese che grida allo scandalo e richiede a gran voce le dimissioni dei fratelli Recca, rettore e consulente.  

All’Università di Catania si passa dalla ‘gestione privatistica e antidemocratica’ alla gestione ‘familiare’. È vergognoso che il Rettore continui a utilizzare l’istituzione prestigiosa che è chiamato a gestire e tutelare come cosa propria, dimostrando un disprezzo inaudito tanto della democrazia quanto della decenza“-tuona il Movimento Studentesco Catanese dal suo sito ufficiale.

Era in effetti necessario affidare un incarico di consulenza da 18000 euro annui-rinnovabile anche per altri due anni-proprio al fratello del rettore? I dubbi espressi dal Movimento Studentesco Catanese sembrano leciti, specie se si considera che questo fatto si profila come un’altra occasione mancata per scommettere su giovani motivati, magari svegli e competenti, pronti a gettarsi con passione nell’organizzazione della web tv d’ateneo: “In relazione al bando emanato-si legge ancora sul sito del Movimentoper l’attribuzione di consulenze esterne all’Ateneo per la realizzazione della web tv e il relativo impegno di notevoli risorse economiche, siamo convinti che l’amministrazione avrebbe trovato all’interno della comunità accademica tanti docenti e studenti capaci“.

Del resto, esperimenti mediatici pregressi hanno mostrato come l’Unict possa trovare uno staff di qualità anche senza ricorrere a preziosi consulenti esterni: “Le esperienze di Step1 e Radio Zammù– aggiunge il Movimento, testate giornalistiche e radiofoniche un tempo molto attive e qualitativamente straordinarie, hanno insegnato che all’interno dell’Università esistono competenze ed energie enormi. L’amministrazione dell’Ateneo di Catania avrebbe potuto elargire le sue già scarse risorse per la crescita, anche professionale, dei suoi giovani studenti piuttosto che fare beneficenza ai familiari del Rettore“.

Il comunicato del Movimento Studentesco Catanese si chiude infine su note durissime nei confronti dei due Recca: “Crediamo che questo avvenimento sia l’ennesima dimostrazione del degrado morale e democratico in cui versa l’Università di Catania, l’ennesima umiliazione per chi crede nelle potenzialità e nel prestigio dell’Ateneo più antico della Sicilia. Chiediamo che il Rettore dell’Università di Catania, alla luce dell’ultimo scandalo, decida finalmente di presentare le dimissioni dalla carica che ricopre. Crediamo infine che il dott. Severino Recca, faccia bene a rifiutare l’incarico conferito dall’Università di Catania. Non vogliamo mettere in dubbio le sue competenze, seppur fa grandemente sospettare la parentela col Magnifico, ma non possiamo che denunciare l’inopportunità della scelta di partecipare al bando emanato dall’Università. L’obbligo giuridico delle dimissioni non esiste, esiste tuttavia un obbligo morale. Confidiamo nella decenza di Severino Recca, su quella del fratello abbiamo ormai perso le speranze“.

Nel frattempo, Severino Recca non resta in silenzio e fa sapere che all’atto della stipula del contratto con l’Unict aveva già dichiarato di rinunciare ufficialmente al compenso per il lavoro di consulenza,  per “evitare qualsiasi catalizzazione mediatica e qualsivoglia speculazione connessa ai rapporti familiari”.

Il sito Ctzen.it ci ricorda che “I fratelli Recca hanno da sempre avuto – per ragioni genetiche – un rapporto molto stretto con il mondo televisivo. Il padre Giuseppe è stato il fondatore con il fratello Michele della storica emittente Teletna. Nata nel 1975, nel 1983 venne inglobata nell’impero mediatico di Mario Ciancio Sanfilippo. Un terzo fratello del cavaliere Pippo Recca, Carmelo, ha fondato sempre nel ’75 un’altra piccola rete locale, Teleiblea“.

E in effetti la competenza di Severino Recca è fuori discussione. Ma fa riflettere anche il commento di una lettrice, Rosalux, a queste considerazioni: “Scusate, ma a prescindere dalla parentela, quanti anni ha il signor Severino Recca? Pare sia un pensionato, giusto? Non c’era proprio nessuno COMPARATIVAMENTE più giovane e aggiornato per guidare una web tv universitaria?!“.

Insomma: se non siamo in presenza di un altro atto dell’italica saga di parentopoli, siamo forse in presenza dell’inossidabile e difficilmente estirpabile gerontocrazia?

Fonte Foto,

Fonte Notizia

 

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