• Google+
  • Commenta
14 settembre 2012

Torcello, nuovi scavi in un’area mai indagata

Per la prima volta insieme archeologi, archeometristi e restauratori

TORCELLO, NUOVI SCAVI IN UN’AREA MAI INDAGATA

E NASCE IL “PRONTO SOCCORSO REPERTI”

In loco un gruppo multidisciplinare per non perdere preziose informazioni

 Partirà dalla fine di settembre e durerà fino a novembre un nuovo scavo nell’isola di Torcello, inun’area non ancora nota da un punto di vista archeologico e, nello stesso tempo, di altissima importanza dal punto di vista della valorizzazione dell’isola, situata a fianco della chiesa Basilica di Santa Maria Assunta, principale edificio religioso dell’isola di Torcello.

Uno sforzo di indagine che vede insieme l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Regione Veneto,  in accordo con il Comune di Venezia, proprietario delle aree indagate, (Assessorato al Patrimonio e Assessorato alle Attività Culturali) e su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il progetto Torcello 2012 si inserisce in Shared Culture finanziato nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dai fondi nazionali.

A Torcello archeologiarcheometri e restauratori lavoreranno fianco a fianco, sotto la direzione di Diego Calaon, per tutti i mesi autunnali all’interno di un moderno cantiere archeologico i cui obiettivi sono sia la ricostruzione puntuale della storia archeologica dell’isola, sia l’attuazione di un cantiere di alta formazione scientifica per giovani operatori dei beni culturali. Una doppia valenza dunque, sia di ricerca che didattica. Otto stagisti con borsa di studio saranno infatti l’anima e il cuore del progetto, tre archeologi, quattro esperti archeometri e restauratori e un economista (per la gestione economica), seguiranno lo  scavo dall’inizio alla fine, con un buon supporto tecnico scientifico, e avranno la possibilità di cimentarsi in tutto il processo conoscitivo dello scavo, dall’ideazione all’edizione in un sito di grandissima ricchezza storico-artistica.

L’isola rappresenta il punto di passaggio tra un’affascinante e ricca epoca antica, che si sviluppava intorno alla straordinaria città lagunare di Altino, e l’altrettanto eccezionale stagione commerciale e culturale rappresentata dalla Repubblica della Serenissima. Lo scavo avrà come obiettivo l’indagine dell’abitato post-antico di Torcello. Ci si propone di aprire un’area sufficientemente grande, tale che sia possibile documentare con lo scavo aspetti abitativi legati alle fasi di VI-XIV secolo. Ovviamente lo scavo stratigrafico terrà conto anche delle fasi successive per un approccio archeologico di tipo globale.

Una prima campagna di survey strumentale (Twin Probe System e Magnetometria) in collaborazione con l’Università di Reading (UK) si è svolta in primavera e ha permesso di individuare i luoghi precisi dove aprire un nuovo scavo archeologico. Tale indagine ha permesso di individuare una importante struttura circolare sepolta, forse un edificio produttivo.

L’eccezionalità dell’iniziativa sta anche nell’interdisciplinarietà, nel fatto che si passerà dallo scavo al laboratorio con l’equipe del prof. Guido Biscontin e il Laboratorio Archeometrico di Ca’ Foscari. Gli esperti del laboratorio analizzeranno e studieranno gli oggetti rinvenuti per spiegare di che materiale sono fatti, quali tecnologie sono state impiegate per produrli, quali alterazioni hanno subito nel terreno durante il tempo in cui sono stati sepolti e quali sono i modi per conservarli il più a lungo possibile. Da questo i restauratori procederanno al trattamento dei manufatti ritrovati, in molti casi direttamente in loco e, in una sorta di vero e proprio “pronto soccorso reperti” per evitare di cancellare importanti informazioni e di danneggiare materiali che dopo essere stati sepolti per secoli, vengono riportati alla luce improvvisamente con condizioni diverse di temperatura e di pressione. Per i reperti notevoli, poi, si passerà ai progetti di restauro.

Il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Reading, il McDonald Institute di Cambridge e il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Nottingham, inoltre, assicureranno una collaborazione e formazione per gli studenti per lo studio e il trattamento, rispettivamente, dei dati di remote sensing, dei reperti archeozoologici e per le indagini isotopiche.

“Fare storia archeologica a Torcello non significa occuparsi di storia locale o di storia di un isola”, spiega il dott. Diego Calaon, direttore scientifico dello scavo archeologico, “ma vuol dire occuparsi della storia dell’Adriatico, e più in generale di storia dell’Europa Medievale: proprio in queste aree, infatti, si formano e sostanziano le èlite commerciali che giocheranno un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’Europa mediterranea.”

 

Fonte: Ufficio Stampa Unive

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy