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22 ottobre 2012

Un mercato parallelo è quello delle contraffazione, ecco perchè

Contraffazione in Europa
Un mercato parallelo quello della contraffazione

Un mercato parallelo quello della contraffazione

Un mercato parallelo è quello delle contraffazione, ecco perchè.

Chi di noi, non si è trovato almeno una volta di fronte alle tante bancarelle che inondano mercati, fiere e feste patronali? Molte di queste vendono oggetti così chiamati “facsimile”.

Accessori, indumenti, profumi e gioielli che tentano, in maniera più o meno azzardata, di riproporre modelli già esistenti sul mercato di marchi molto famosi. Sicuramente molti di noi , hanno avuto il desiderio di acquistare tali oggetti, pensando così di poter sfoggiare capi di abbigliamento in voga e alla moda senza però spendere un’ enormità di denaro.

Ed è proprio questo, spiegano gli esperti, che fa innescare il via libera alla contraffazione: gli acquirenti, convinti di fare un affare, restano del tutto indifferenti al fatto di commettere un reato.

Ma i dati sono allarmanti: una ricerca svolta dal Ministro dello sviluppo economico con il Censis svela l’incredibile:  Il mercato del falso fattura 6,9 miliardi di euro. E senza la contraffazione, ci sarebbero in Italia 110 mila posti di lavoro in più e 1,7 miliardi di entrate per il fisco.  I numeri parlano chiaro: la contraffazione sottrae al pil lo 0,35% circa. In un periodo di crisi come quella che stiamo vivendo, certe cifre fanno rabbrividire; e verrebbe da chiedersi quali sarebbero le conseguenze, va da se’, positive se tali prodotti venissero venduti sul mercato legale.

Un mercato parallelo è quello delle contraffazione e dei prodotti falsi: ecco perchè

I prodotti falsi che vengono distribuiti a quello che viene definito “mercato parallelo”, crescono esponenzialmente; infatti, se prima si parlava solo di capi d’abbigliamento, scarpe e accessori, profumi e gioielli, oggi si possono trovare copie di oggetti di design (quali ad esempio complementi d’arredo), giocattoli e addirittura medicinali.

La domanda è infatti talmente alta, da spingere sempre più in alto l’inventiva degli, chiamiamoli così, imitatori. Ad allarmare gli esperti, è proprio l’ infinita capacità da parte del falsario, di riuscire ad imporsi su qualsiasi settore merceologico. A poco vale, ribadire che quello di contraffazione è un vero e proprio reato perseguibile dalla legge.

L’articolo 437 del codice penale, volto a garantire la tutela di marchi e brevetti,  punisce chiunque contraffà o camuffa marchi e brevetti, stabilendo un periodo di reclusione che va dai sei mesi ai tre anni o una multa che va da 2.500 a 25.000 euro, il consumatore italiano preferisce acquistare un oggetto, per così dire, di marca a prezzi stracciati e beffarsene delle regole.

A farne le spese, è anche il tanto rinomato marchio del “made in Italy” , del quale si abusa per indicare prodotti che hanno in tutto e per tutto provenienze ben diverse da quelle del Bel Paese. È questo un problema che investe soprattutto il mercato alimentare, ma non ne sono esenti anche quello delle calzature o dell’abbigliamento.

Per quanto riguarda questo fenomeno però, la visione del consumatore si ribalta. Ci annuncia Coldiretti, che l’italiano ha paura della “frode a tavola” poiché spaventato dai risvolti salutari che questo fenomeno può comportare. Ed anche questa volta i dati economici sono preoccupanti: il fenomeno dell’ italian sounding (imitazione dei prodotti culinari italiani) ruba ben 60 miliardi ai produttori italiani.

Le gravi ripercussioni economiche della contraffazione, mettono in serio pericolo non solo i vari mercati legali, ma anche l’occupazione regolare. E non solo, dietro tale aspetto, si celano anche storie di abusi e sfruttamenti di esseri umani. Siamo sicuri che l’affare sia poi così appetitoso?

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