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19 ottobre 2012

La scuola italiana in crisi: il no della Bruccola alle finte opportunità

Valeria Bruccola, Coordinatrice Adida, ritiene che la scuola italiana del 2012 si trovi nel vortice di una crisi strutturale senza precedenti. Intervistata sul tema,infatti, la Bruccola asserisce: “migliaia di insegnati sono beffati dalle finte opportunità come il TFA “farsa”, con test preselettivi scadenti e inadeguati, insegnanti precari assunti da sette graduatorie diverse, precari idonei ma non abilitati, abilitati ma non precari“.

Un barlume di speranza per i precari storici, i cosiddetti precari della III fascia d’istituto – assunti per anni a tempo determinato anche su posti vacanti e disponibili per il ruolo – da sempre impegnati in proteste per la stabilizzazione in attesa di un riconoscimento di status, era sembrato concretizzarsi con l’indizione del c.d. Concorsone (Decreto del Direttore Generale per il personale scolastico, n. 82 del 24 settembre 2012).

Si tratta, tuttavia, di un concorso che non offre in concreto la miriade di “posti fissi” tanto auspicati, anzi la quantità di posti banditi è a dir poco esigua rispetto al numero di precari assunti ogni anno e per di più distribuiti in modo disomogeneo nell’ambito del territorio nazionale. A sottolinearlo è la stessa Coordinatrice Adida: “il concorso è apparso come una opportunità per ambire alla stabilizzazione, un modo per porre fine all’annuale peregrinare di docenti da scuola a scuola, da regione a regione“.

“In realtà– prosegue la Bruccolatale “credenza”, non è che espressione della gran parte dell’opinione pubblica, suo malgrado, poco informata, che ha intravisto nel micro concorso definito ormai comunemente “truffa” l’unica possibile via d’uscita ad uno sfruttamento del precariato che, ormai, si protrae da anni e che nell’ultimo mese ha anche conosciuto pagine torbide, come nel caso dei precari di Mantova, “costretti” a firmare conciliazioni che li vedono rinunciare agli effetti di sentenze a loro favore”.

La maggior parte dei posti messi a disposizione, infatti, è stata riservata alle regioni nelle quali il numero di precari iscritti nelle GAE è più alto, erodendo l’opportunità di questi precari di entrare di ruolo, possibilità quindi che si riduce del 50%. Questo non è che il preambolo di una serie di “scelte” che, adottate nel bando, veicolano un’idea di incostituzionalità che, se verificata, potrebbe aprire la strada ad una nuova ondata di contenziosi.

La Coordinatrice, entrando nel merito del bando, non manca di sottolineare gli aspetti più eclatanti che da esso si evincono: “la cosa più grave è l’assenza della necessaria valutazione del servizio prestato, cosa illogica se si pensa che, proprio l’esperienza professionale, quando valorizzata, è l’elemento che maggiormente qualifica un lavoratore“.

Continua la Bruccola: “Almeno in questo contesto sembra che la scuola sia esente da tale possibilità ed anzi, il servizio, se legato ad un contratto a tempo indeterminato, nella scuola statale, ma non nella scuola privata, costituisce un motivo di esclusione dal concorso“.

Ma non è forse un diritto costituzionale ambire ad una emancipazione nel lavoro? Non è forse un diritto desiderare e cercare di ottenere, anche mediante un concorso pubblico, un posto di lavoro per il quale si possiedono i requisiti e che, magari, permetta una maggiore realizzazione professionale?

A conclusione dell’intervista la Coordinatrice Adida esprime la sua opinione sui programmi d’esame: “solo gli “addetti” hanno potuto accorgersi che in molti casi la certificazione delle competenze dovrà, sempre secondo il bando, passare attraverso argomenti non pertinenti alle classi di concorso in cui sono previsti”.

Ad esempio, per quel che concerne la classe di concorso A037, Filosofia e Storia nei licei, i candidati saranno valutati anche su programma di storia antica, malgrado questa non sia contemplata dai programmi ministeriali per le scuole in cui è presente tale classe di concorso. Sembra però che le sviste siano diverse e un attento studio del decreto e dell’impatto che avrà sull’esistente, saprà evidenziarne i punti critici.

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