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6 ottobre 2012

Tbc, l’allarme entra in Unifi: 400 i giovani sottoposti ai test

Notte dei Ricercatori
Tbc

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Tbc, è allarme fra i banchi dell’università di Firenze. Sfiorano quota 400 i giovani che in questi giorni si sono sottoposti ai test previsti dal protocollo sanitario.

Dalle scuole materne all’università passando per i licei, ultimo il Machiavelli-Capponi dove per circa settanta alunni è scattato il programma di sorveglianza e prevenzione, l’Asl fiorentina sta mantenendo alto il livello di attenzione sui casi sospetti.

Ultimo campanello d’allarme un caso di Tbc ad “alta contagiosità” registrato nei laboratori del corso integrato di Biologia sperimentale con sede in viale Morgagni. Pericolo che ha fatto scattare misure di profilassi come il test di Mantoux, un’iniezione di tubercolina che permette di saggiare la reattività dell’individuo a un’eventuale infezione di tubercolosi.

Ma il microbatterio  aveva già cominciato a far parlare di sé dopo il caso , registrato prima di questa estate, dell’Istituto tecnico Cellini dove furono un centinaio i ragazzi sottoposti al test, tre dei quali risultarono positivi.

Un controllo per il quale recentemente la Asl fiorentina ha richiesto il bis, come previsto dal protocollo di fronte a casi di particolare rilevanza, che necessitano di confermare la loro negatività a distanza di 3 mesi dal primo test.

Il micro batterio in versione autunnale stavolta sarebbe considerato dall’azienda sanitaria “a bassa contagiosità”. Una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo anche al di fuori dell’università. Fra le scuole interessate dalla profilassi infatti anche la materna Lorenzini dove un centinaio di bambini fra i 3 e i 6 anni in questi giorni inizieranno, con le maestre e i loro familiari il Mantoux.

Ma il contagio, anche se eventuale, per ora non desterebbe preoccupazioni. “Sono circa 110 – spiegano dall’Ufficio Igiene dell’Asli casi che vengono trattati ogni anno e comunque la positività al test non significa che si è automaticamente contratto la malattia”.

In poche parole, tutto sotto controllo. Anche perché il riaffacciarsi della Tbc è sarebbe in linea con il mini boom del batterio che negli ultimi dieci anni ha toccato tutti i paesi industrializzati, costituendo il 5 per cento di tutte le malattie infettive. Fra le cause soprattutto l’aumento del flusso migratorio da paesi dove la patologia è ancora endemica.

Dalla malattia – concludono – si guarisce comunque, specialmente se si è giovani”.

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