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25 novembre 2012

Il “Boss” e la Chiesa Cattolica: l’Università Pontificia ne individua le affinità

Cosa c’entra il Vaticano con Bruce Springsteen?

All’apparenza nulla, ma pare che ci siano diversi collegamenti; bisogna semplicemente ammettere la possibilità di un legame fra la religione cattolica e il rock. Possibile? A quanto pare si!

Questo incontro è stato possibile grazie alla Pontificia Università Gregoriana con una serata tenutasi il 21 novembre presso l’università stessa. L’evento ha destato molta curiosità.

Sono state suonate, in una delle rispettosamente silenziose aule dell’Università, le note del Boss: l’obbiettivo, infatti, era individuare le radici bibliche del rock di Bruce Springsteen.

Ad organizzare l’evento è stato il critico letterario Andrea Monda, il quale su Avvenire ha spiegato: “Il rock non è sempre brutto,cattivo e dannato, spesso è una musica piena di energia e senso, soprattutto se interpretato da grandi artisti”.

Ma cos’è che davvero unisce la Chiesa Cattolica e la musica del Boss? Pare che i riferimenti musicali alla Bibbia siano numerosi: nel 1982 Bruce Springsteen pubblica l’album Nebraska, influenzato dalla lettura della scrittrice cattolica Flannery O’Connor. Come spiega, sempre sull’Avvenire, Monda: “’Le sue storie – racconterà Springsteen – mi facevano pensare all’inconoscibilità di Dio’. L’uomo sconta comunque un peccato: c’è un prezzo da pagare, come dice in ‘The price you pay’, quando ‘viene al mondo con un peccato ereditato’, come canta in ‘Adam rised a Cain’, Adamo allevò un Caino”. Inoltre, nel 2002 padre Antonio Spadaro inserisce il testo della canzone del Boss La resurrezione nel suo scritto La Civiltà Cattolica.

Ma è stato lo stesso Bruce Springsteen a spiegare il suo legame alla religione cattolica: “Nei primi 12 anni accumuliamole immagini che ci accompagneranno per tutta la vita – così il Boss spiegò in una sua intervista alla Rai. Io frequentavo una scuola cattolica; l’anima non è un’astrazione per un bambino. È l’immaginario cattolico, come la Bibbia, è un modo straordinario di esprimere il viaggio dell’uomo, dello spirito umano. Io, d’istinto, ritorno a quelle immagini;e non sono l’unico: l’America è nazione religiosa, anche se all’estero talvolta non lo capiscono”.

Devo ammettere che leggere di questo evento per me è stata una grossa sorpresa: Bruce Springsteen è definito, del resto, il Boss in quanto musicista e cantautore più rappresentativo della storia del rock. I temi da lui toccati dagli anni ’70 ad oggi sono, soprattutto, di denuncia sociale al punto da essere preso come simbolo dal movimento “liberal” americano, una corrente che ha molte affinità con quello socialdemocratico.

Vedere il Boss da un punto di vista completamente diverso ed inaspettato è infinitamente strano, ma c’è da dire che riunire nella stessa sala clergyman, uomini in stivali texani e veli monastici è stato, di certo, un avvenimento davvero unico e insolito!

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