• Google+
  • Commenta
7 novembre 2012

“Voices from the Blogs”: un utile strumento di comunicazione dell’Università di Milano

In un mondo sempre più globalizzato lo strumento che riavvicina maggiormente persone a milioni di chilometri di distanza è internet.

Non serve unicamente per entrare in comunicazione in senso proprio: internet permette al mondo di essere vicino sui fatti che quotidianamente attirano l’attenzione di tutti noi. Ormai, grazie alla rete, si è in grado di sapere tutto, commentare tutto, condividere tutto.

Soprattutto mobilita, smuove, altera e scuote gli animi di centinaia di migliaia di persone, che acquistano così il diritto e la possibilità di poter dire la propria e farsi un’idea sull’universo circostante.

Questo è stato dimostrato dal progetto dell’Università degli Studi di Milano. Con “Voices from the Blogs”, infatti, i docenti Luigi Curini e Stefano M. Iacus, con la collaborazione di Giuseppe Porro (Università dell’Insubria), hanno istituito un osservatorio permanente delle opinioni espresse in rete.

Il progetto nasce nel 2011 e ha già fatto emergere importanti analisi relative alle elezioni comunali a Milano o alla possibilità del Nucleare, ma dal 23 ottobre si è focalizzato sull’osservazione del sentimento e delle preferenze che gli americani esprimono “twittando” rispetto ai due candidati delle elezioni, Barack Obama e Mitt Romney.

Scossa recentemente dall’Uragano “Sandy”, l’America non manca nel far sentire la sua voce. Battezzato con il nome di “Sentimeter”, l’osservatorio sul confronto presidenziale (ricordiamo che le elezioni si sono tenute ieri 6 novembre e hanno riportato la vittoria del leader democratico B. Obama) appare nella pagina online del Corriere della Sera.

Come funziona “Voices from the Blogs”? Ogni sera centinaia di migliaia di tweet postati sull’argomento vengono scaricati, la maggior parte di questi viene analizzata e codificata manualmente per riuscire a creare un algoritmo che possa estendere l’analisi a tutti i tweet scaricati. Lo scopo di questo procedimento è riuscire ad ottenere un’idea, con un grado di approssimazione quanto più elevato, sull’indice di gradimento dei cittadini americani riguardo alla campagna elettorale.

È opportuno sottolineare come le informazioni siano costantemente aggiornate grazie a un’analisi giornaliera dei tweet svolta da un gruppo di studenti e ricercatori della statale che già dalla fine di settembre lavora all’analisi dei post.

Martedì 30 ottobre si è tenuto inoltre un incontro organizzato dal dipartimento di Scienze sociali e politiche in cui si è discusso il sempre più influente ruolo dei social-media nella campagna elettorale e del valore predittivo delle opinioni espresse in rete a una settimana dalla data delle elezioni presidenziali americane.

Hanno partecipato all’incontro Marco Giuliani e Alberto Martinelli della Statale, Vittorio Emanuele Parsi, dell’Università Cattolica di Milano e i giornalisti Viviana Mazza (Corriere della Sera) e Francesco Costa (Il Post).

 fonte foto

fonte articolo

Google+
© Riproduzione Riservata